di WANDA CHERUBINI-
VITERBO- Una notte di emozioni, devozione e memoria. Dies Natalis, la Macchina di Santa Rosa ideata da Raffaele Ascenzi e giunta al suo terzo trasporto, ieri sera ha attraversato le vie del centro storico di Viterbo, illuminate soltanto dalla sua imponente struttura, portando in trionfo la “Sua Rosina”. Un Trasporto particolarmente significativo, dedicato quest’anno al tema della pace.
Un viaggio affrontato dai Facchini con grande determinazione e che ha visto protagonisti momenti particolarmente suggestivi. Tra questi, il doppio “sollevate e fermi” a piazza Fontana Grande,
dedicato alla ripresa del Trasporto dopo la Seconda guerra mondiale, e quello sul sagrato della basilica di Santa Rosa, in occasione dei 40 anni dal Trasporto del 1986, quando la Macchina rischiò di cadere.
Al termine del percorso, quando Dies Natalis ha raggiunto il sagrato della basilica tra applausi e grande entusiasmo, il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, ha voluto rendere omaggio a tutti i protagonisti del Trasporto: “I ragazzi sono stati dei leoni, forti nello spirito e nel fisico”. Un ringraziamento rivolto a tutta la squadra, dai ciuffi alle spallette, dalle corde alle leve, fino al capofacchino.
Soddisfatta anche la sindaca Chiara Frontini, che al termine del Trasporto ha commentato semplicemente: “È stato tutto splendido”.
Particolarmente intensa anche la tradizionale girata, dedicata quest’anno al ricordo di Facchini, artisti, maestri, amministratori e personalità scomparse nel corso dell’anno e non solo.
Sono stati ricordati Pio Marcoccia, sindaco di Viterbo nel 1986; il grande Facchino Mario Sanna; il maestro Vito Ferrante; il fotografo Claudio Cavalloro, da sempre vicino al Trasporto; Pietro
Bevilacqua; l’artista e maestro Luciano Ilari, autore del logo delle maglie del Sodalizio; il Facchino Vincenzo Rossi; Cosimo Ilio Buffelli, Tonino Pieracci, Enrico Miralli, Claudio Valente e Mario Ciucci.
Due dediche particolari hanno riguardato inoltre Pietro Rossi, garibaldino viterbese, nel 150° anniversario della sua scomparsa, e Luigi Petroselli, sindaco di Roma di origini viterbesi, ricordato a 45 anni dalla morte. Proprio a Petroselli sarà dedicato anche il museo che ne custodirà la memoria.
Numerose le autorità presenti per vivere da vicino uno degli appuntamenti più importanti della tradizione viterbese. In Provincia hanno assistito al Trasporto i deputati Francesco Battistoni e Maurizio Gasparri, il sindaco di Bolsena, Andrea di Sorte, la sindaca di Montefiascone, Giulia De Santis, la segretaria provinciale del Pd, Manuela Benedetti. Presenti anche la principessa Maria Astrid von Liechtenstein, rimasta affascinata dalla maestosità di santa Rosa, insieme al marito, l’ambasciatore di Israele Rafe Worthington il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma, il presidente della provincia di Frosinone, Luca di Stefano, il vicepresidente del consiglio regionale Enrico Panunzi, il consigliere regionale Luciano Nobili, insieme al presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio Guido D’Ubaldo,
alla sua terza partecipazione al Trasporto ma alla prima con Dies Natalis.
D’Ubaldo ha definito quello di Santa Rosa “una grande festa popolare e religiosa”, raccontando anche il legame personale con la patrona di Viterbo, dovuto alla devozione della nonna paterna.
Particolarmente apprezzata, a suo giudizio, anche la nuova Macchina: “Dies Natalis mi è piaciuta molto, anche più di Gloria. Mi trasmette più spiritualità”. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti ha inoltre sottolineato l’importanza della grande partecipazione di pubblico, proveniente non solo da tutta Italia ma anche dall’estero.
D’Ubaldo ha infine espresso una riflessione sull’assemblaggio anticipato della Macchina, avvenuto

circa due mesi prima del Trasporto. A suo avviso sarebbe preferibile svelare Dies Natalis più a ridosso del 3 settembre, pur comprendendo come l’esposizione anticipata in piazza San Sisto rappresenti un’importante opportunità per i turisti che non possono assistere direttamente al Trasporto.
Una serata, dunque, che ancora una volta ha unito fede, tradizione, memoria e identità, nel segno di Santa Rosa e dell’incredibile abbraccio tra la città e i suoi Facchini.
Foto e video di Massimiliano Giugno e Francesco Imperi








































