Diocesi di Civita Castellana, Veglia di preghiera per i Missionari Martiri

CIVITA CASTELLANA (Viterbo) – La Diocesi di Civita Castellana unita in preghiera per la XXV Giornata di Preghiera e Digiuno in memoria dei Missionari Martiri promossa dalla C.E.I e da “Missio Italia”, appuntamento in agenda per tutto il movimento Missionario Mondiale. Il Vescovo Diocesano Mons. Romano Rossi, sarà presente alla Veglia di preghiera che si terrà nella parrocchia di S. Maria Assunta a Vasanello,  mercoledì 5 aprile alle ore 21.00.

La giornata istituita in ricordo di tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita per portare avanti l’evangelizzazione e per celebrare la memoria nel 37.mo anniversario dell’uccisione del Beato Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador. L’arcivescovo salvadoregno fu ucciso da un cecchino degli squadroni della morte, mentre stava celebrando la Messa nella cappella di un ospedale.

Il messaggio di Papa Francesco per la Veglia si racchiude nello slogan: «Non abbiate paura!» è l’invito che compare ad ogni teofania ed è la frase che più ripete Gesù Risorto tutte le volte che si mostra ai suoi discepoli. Un invito che aiuta ad affrontare momenti difficili, di persecuzione, sapendo che il Signore è sempre accanto ad ognuno di noi.

Un appuntamento fisso da 25 anni, in una data non casuale: «Il martirio di monsignor Óscar Romero è continuato anche dopo essere stato assassinato, perché fu diffamato e calunniato, anche nel sacerdozio e nell’episcopato. Romero – ha denunciato Papa Francesco – è stato lapidato con la pietra più dura che esiste al mondo: la lingua». La giornata prende ispirazione da quest’evento sia per fare memoria di quanti lungo i secoli hanno immolato la propria vita proclamando il primato di Cristo e annunciando il Vangelo fino alle estreme conseguenze, sia per ricordare il valore supremo della vita che è dono per tutti. Fare memoria dei martiri è acquisire una capacità interiore di interpretare la storia oltre la semplice conoscenza.

Ci sono interrogativi che interpellano le nostre coscienze e non trovano risposte valide alla violenza. Quello che propone Gesù: amore, condivisione e pace, si scontra con i poteri dominanti e la mentalità prevalente. Il miracolo di un martire è proprio questo: continuare a sperare di avere di fronte amici e fratelli e non potenziali carnefici, anche quando questo poi accade.

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