Discarica di Cupinoro: il M5S ed i “Cittadini di Bracciano In Movimento” attendono risposte dal Ministro dell’Ambiente Orlando

image003Nella seduta 116 del 12 novembre scorso Alberto Zolezzi (primo firmatario), Massimo Felice De Rosa, Patrizia Terzoni, Mirko Busto, Federica Daga, Claudia Mannino, Samuele Segoni, Angelo Tofalo e Stefano Vignaroli del Movimento 5 Stelle hanno presentato alla Camera dei Deputati un’interrogazione a risposta scritta al Ministero dell’Ambiente attualmente presieduto da Andrea Orlando (Pd). L’interrogazione riguarda la situazione della discarica di Cupinoro.

 

Questo è il testo visualizzabile anche qui: “Nella discarica di Cupinoro, sita in località Cupinoro, nel comune di Bracciano, ad oggi,

sono conferiti i rifiuti provenienti da ventiquattro comuni (Anguillara, Bracciano, Campagnano, Canale Monterano, Cerveteri, Castelnuovo di Porto, Capena, Magliano, Fiano, Formello, Civitella S. Paolo, Ladispoli, Manziana, Mazzano, Nazzano, Morlupo, Ponzano Romano, Riano, Rignano, Sacrofano, Santa Marinella, Sant’Oreste, Torrita Tiberina, Trevignano, Filacciano) e quattro aziende private. image002

 

In data 16 ottobre 2013, al n. di protocollo G00480, la Regione Lazio ha espresso pronuncia di compatibilità ambientale alla Bracciano Ambiente spa, ente gestore della discarica, in relazione alla proposta di progetto per la realizzazione di un lotto funzionale di discarica denominato «Vaira 1» con capacità di 450.000 metricubi. La società Bracciano spa ha motivato l’intervento, intendendo garantire il corretto funzionamento degli impianti di trattamento già autorizzati nell’area di Cupinoro (trattamento meccanico biologico e linea compost di qualità in anaerobico autorizzati in autorizzazione integrata ambientale dalla regione Lazio con determina dirigenziale n. B1671 del 4 maggio 2009).

 

La situazione del comprensorio ove è ubicato l’impianto necessita di un’attenzione particolare, stante la presenza massiccia di un significativo fattore di criticità ambientale legato alla tutela della avifauna e degli habitat naturali.

 

image001L’intervento previsto ricade, infatti, in zona ZPS (zona di protezione speciale) identificate con il codice IT6030005 denominato «Comprensorio Tolfetano Cerite Manziate» facente parte della Rete Natura 2000 istituita dalla direttiva «Habitat» (ovvero la Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche – Gazzetta Ufficiale del 22 luglio 1992 –).

 

La rete comprende anche zone create ai sensi della direttiva «Uccelli» e mira a fornire una valida protezione per le zone faunistiche più importanti dell’Europa.

 

Gli Stati membri ex articolo 3 della direttiva Direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici classificano in particolare come zone di protezione speciale (ZPS) i territori più idonei in numero e in superficie alla conservazione di tali specie, tenuto conto delle necessità di protezione di queste ultime nella zona geografica marittima e terrestre in cui si applica la direttiva «Habitat».

 

L’ampliamento della discarica di Cupinoro mette a serio repentaglio la tutela delle migrazione degli uccelli e delle specie selvatiche nell’ambito della zone di protezione sociale (ZPS), considerato che attorno all’area in esame, gravitano alcune aree SIC (un sito di interesse comunitario che contribuisce in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat) nei comuni di Bracciano, Cerveteri e Manziana che per il loro pregio floro-faunistico creano una rete di flussi migratori che sarebbe inevitabilmente compromessa dall’ulteriore ampliamento del sito di discarica, venendo meno agli obiettivi perseguiti dalla direttiva citata. image004

Con queste premesse il gruppo parlamentare del M5S ha presentato l’Interrogazione Parlamentare a risposta scritta 4-02473, a tutela del territorio, rivolta al MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE chiedendo se il Ministro sia a conoscenza dei fatti narrati e quali azioni intenda adottare alla luce di eventuali accertamenti tecnici effettuati sullo stato di conservazione degli ambienti naturali in relazione al rispetto dell’articolo 3 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 sul mantenimento ovvero, all’occorrenza, il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat delle specie migratorie, alla luce dell’ampliamento della discarica di Cupinoro a Bracciano”.

 

Allo stesso modo il Comitato Cittadini di Bracciano in Movimento ha manifestato tutta la sua preoccupazione diffondendo il seguente comunicato: “siamo in un momento di gravissimo pericolo per il nostro territorio, sicuramente peggiore di tutti i precedenti, Pizzo del Prete e la Centrale a biogas di Pian della Carlotta. L’intervento del Commissario all’emergenza rifiuti di Roma, Goffredo Sottile, apre la strada ad uno scenario già visto: la nuova discarica di Roma, la nuova Malagrotta a Cupinoro. Ci parlano di emergenza, di provvisorietà; ricordiamo che anche Malagrotta, la discarica più grande d’Europa, è nata come soluzione provvisoria e che finora le amministrazioni di Roma e Lazio non hanno e non stanno proponendo alcuna soluzione alternativa allo scempio delle discariche.

 

Nel piano pluriennale della Bracciano Ambiente, la Società del Comune di Bracciano che gestisce Cupinoro, vengono proposti un impianto di TMB (Trattamento Meccanico Biologico) e una centrale a biogas di capacità enormi, tutti elementi che prefigurano un vantaggio per le lobbie finanziarie, una devastazione del territorio che di fatto sono incompatibili con una politica di smaltimento dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata spinta porta a porta.

image005Art. 142 codice beni culturali e ambientali – DLGS 42/2004

Alcune terre di demanio collettivo dell’Università Agraria di Bracciano, in località Cupinoro-Sbrigliavacche, erano state utilizzate per realizzare una discarica intercomunale già nel 1999, per circa 9 ettari (alcune particelle del Fg. catastale n. 62 di quella località). Per questi terreni fu seguita l’ordinaria procedura di mutamento di destinazione d’uso, come previsto per le zone di uso civico (Giunta Reg. Del. 691 del 23/02/1999). I 9 ettari tolti al demanio collettivo furono sostituiti con altri 9 ettari destinati a categoria A della legge sugli usi civici (permuta di terre civiche).

Nel 1999 l’UA di Bracciano chiese di poter utilizzare altri 6 ettari circa (Fg. 61, part. 24/parte) di demanio collettivo “per la realizzazione di un impianto di preselezione di R.S.U. e R.S.A.U” e la Regione ne autorizzò il mutamento di destinazione (Det. 51/2000 del Dip. Sviluppo Agricolo e Mondo Rurale) sul presupposto che “la sottrazione al demanio civico della superficie di Ha. 6.00.00 non pregiudica l’esercizio dei diritti della popolazione utente, considerato anche che l’opera viene realizzata su un terreno già utilizzato per attività estrattiva debitamente autorizzato” (si trattava di una cava dismessa).

Nel 2005 la UA di Bracciano concesse alla Bracciano Ambiente Spa (Società di cui è azionista il Comune di Bracciano ed è subentrata nella gestione della discarica nel 2004) altre terre del Fg. 61; fino al 2008, successive determine regionali di autorizzazione al mutamento di destinazione d’uso portavano ad ettari 23 circa l’area interessata dalla discarica di Cupinoro.

Arriviamo così al periodo 2008-2010 quando, esaurita l’attività di cava da parte della VAIRA s.a.s. in una zona adiacente alla discarica (sempre in località Sbrigliavacche), con una serie di deliberazioni della Deputazione Agraria dell’UA di Bracciano (concessioni di tre mesi più volte prorogate), anche quella zona veniva concessa – seppur a titolo temporaneo – alla Bracciano Ambiente Spa per il deposito della terra di risulta derivante dai lavori di ampliamento della discarica di Cupinoro.
Nel 2009 è stato autorizzato il mutamento di destinazione (per uso temporaneo) per ulteriori 29 ettari circa, concessi anch’essi alla Bracciano Ambiente Spa, venendosi così a determinare una superficie complessiva di 52 ettari circa di terre della locale UA concesse per attività connesse con la discarica di Cupinoro.

Ci troviamo di fronte, dunque, ad un’area complessiva che è stata concessa alla Bracciano Ambiente Spa per le attività della discarica in fasi successive e con diversi titoli: per gli inziali 23 ettari è avvenuta una permuta di terre civiche ai sensi della legge generale sugli usi civici; per i successivi 29 ettari è avvenuta un’autorizzazione al mutamento di destinazione per un uso temporaneo.

Il contratto di concessione di tutta l’area dei 52 ettari è stato stipulato fra l’UA di Bracciano e la Bracciano Ambiente Spa il 21 aprile 2010. Tale contratto ha una durata ‘temporanea’, nel senso che la concessione avrà efficacia fino al “permanere in capo alla Bracciano Ambiente spa delle autorizzazioni” (anche se rilasciate successivamente alla stipulazione del contratto) “alla gestione della discarica, al ciclo di lavorazione dei rifiuti e a tutti gli impianti ad essa annessi e connessi” (dal testo del contratto). L’U.A. ottiene come canone corrispettivo € 5.450,00 annui per ogni ettaro (rivalutabili ogni biennio).
Ci troviamo di fronte, per una parte dell’area di Cupinoro (esclusi gli ettari originari permutati con altri ridestinati a pascolo), a terre di uso civico concesse dalla locale UA per l’uso temporaneo di attività di smaltimento di rifiuti.

 

Questa situazione è possibile, perché tutte le terre di uso civico della Regione Lazio sono attualmente disciplinate dalla legge generale del 1927, che attribuisce un forte taglio pubblicistico a tali comprensori. Se la Regione Lazio attuasse l’art. 3 della L. 97/1994 (3a Legge sulle zone montane), noi riteniamo che, almeno per le proprietà collettive in senso stretto, gestite dalle Università Agrarie del Lazio, un simile uso delle terre non sarebbe possibile: questa legge nazionale stabilisce che le Università Agrarie divengano persone giuridiche di diritto privato chiamate a gestire il loro patrimonio a soli fini agro-silvo-pastorali e di conservazione. Il mutamento di destinazione può avvenire, secondo tale legge, solo con permuta.

Che cosa è successo in questi giorni? Una parte dei rifiuti di Roma, Fiumicino e Città del Vaticano verranno portate a Bracciano, perché il Commissario ai rifiuti Goffredo Sottile ha utilizzato un Bando della Bracciano Ambiente Spa, con cui quest’ultima ha messo a disposizione spazi di conferimento di rifiuti per 20.000 tonnellate fino al 31 dicembre 2013. Quindi, per il momento si tratta di una misura temporanea. Allo stato degli atti, non si può ancora dire che Cupinoro sia divenuta la discarica di Roma.

In ogni caso, l’uso del demanio collettivo per l’attività di smaltimento di rifiuti, ancorché autorizzato con provvedimenti regionali, lascia perplessi, se non da un punto di vista tecnico-giuridico, certamente dal punto di vista della congruenza di tale uso con la vocazione ‘naturale’ delle proprietà collettive: agricoltura e conservazione dell’ambiente. Pensiamo al fatto che il Codice dei Beni Culturali e Ambientali (D.lg. 42/2004, art. 142) sottopone a vincolo paesaggistico le terre assegnate alle Università Agrarie; pensiamo alla 3a Legge sulla montagna e ai recenti indirizzi giurisprudenziali in materia di tutela dell’ambiente.

Bracciano, 21/11/2013: i Ministeri dei Beni Culturali e dell’Ambiente, insieme alla Regione Lazio, stanno per approvare le ultime autorizzazioni (VIA-Valutazione d’Impatto Ambientale e AIA-Autorizzazione Integrata Ambientale) che sanciscono l’ampliamento della discarica pubblica di Bracciano, situata al confine col territorio di Cerveteri.

Le autorizzazioni sono previste entro il 25/11 (ministero dell’Ambiente e Beni Culturali) e il 29/11 (Regione Lazio). Si riferiscono a un volume immenso,450.000mc che vanno ad aggiungersi a quelli della collina di rifiuti che si staglia all’orizzonte per un’altezza di circa 80 metri in un territorio agricolo, di pregio paesaggistico, vincolato, archeologico, turistico, dove vive fauna protetta e dove, a tutt’oggi, non si conoscono i dati relativi all’inquinamento del suolo, delle falde acquifere, dell’aria e, soprattutto, l’incidenza sugli esseri viventi, decine di migliaia di abitanti.

La richiesta è totalmente ingiustificata per vari motivi:

1) È spropositata per i 25 comuni che già conferiscono a Cupinoro.
2) L’obbligo dei parametri da raggiungere (65% entro il 2013) della raccolta differenziata renderà sempre più obsoleta una grande discarica.
3) Si va verso una gestione locale dei rifiuti da parte dei singoli comuni, compresa la Capitale (almeno così afferma il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti).

Ricordiamo che domani, 26 novembre 2013, il Parlamento Europeo discuterà la situazione di Cupinoro, alla luce del sopralluogo effettuato dal suo vice-presidente Angelilli, che ha ammesso di aver constatato una situazione “fuorilegge”.

Scavi e sbancamenti intanto proseguono, prima ancora delle autorizzazioni previste e senza che gli abitanti del territorio siano mai stati informati e coinvolti nelle decisioni che li riguardano direttamente”.

   

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