Discarica Monterazzano: il Comune di Viterbo si oppone alla realizzazione di nuovi invasi

di REDAZIONE-

VITERBO- Incontro questo pomeriggio alle ore 14, in Comune, visto il maltempo che ha spostato il luogo dell’evento dalla discarica di strada Lemme in sala regia per discutere sulla discarica di Monterazzano, evento organizzato da Viterbo 2020 e Io Apro Rinascimento. La sindaca Chiara Frontini ha sottolineato l’importanza di questo tema per il patto civico, criticando la politicizzazione della questione da parte del consigliere regionale Daniele Sabatini e difendendo la necessità di tutelare il territorio.

La proposta in discussione riguarda la costruzione di un nuovo invaso, Vt4, con una capacità di 550mila metri cubi per 640mila tonnellate di rifiuti, destinati a servire tutta la regione Lazio per circa sette anni. Frontini ha evidenziato come, entro quel periodo, si discuterà inevitabilmente di ulteriori ampliamenti, principalmente per soddisfare le esigenze delle altre province più che di Viterbo.

Nel 2022, infatti, Viterbo ha gestito 112mila tonnellate di rifiuti locali, ma ha ricevuto ulteriori 171mila tonnellate da altre province. La regione giustifica l’ampliamento con la mancanza di alternative, ma Frontini sostiene che, essendo Viterbo autosufficiente nella gestione dei rifiuti, non dovrebbe essere costretta ad aprire nuovi impianti. Questa è una delle ragioni del ricorso presentato dal comune.

Il progetto approvato inizialmente prevedeva un volume di 960mila metri cubi, poi ridotto a 550mila metri cubi, ma secondo la sindaca, questa modifica richiede una nuova procedura di autorizzazione. La conferenza dei servizi si è conclusa a dicembre 2023 con l’approvazione del progetto originale, ma il nuovo progetto datato 7 febbraio non ha ricevuto nuovi pareri, presupponendo che la riduzione del volume avrebbe risolto le obiezioni della Sovrintendenza e della provincia.

Frontini denuncia anche che l’ampliamento derogherebbe il piano regionale di gestione dei rifiuti, ignorando l’autosufficienza della provincia di Viterbo, l’unica nel Lazio a non esportare rifiuti. La preoccupazione di una procedura di pre-infrazione europea ha portato a utilizzare la capacità di Viterbo per risolvere i problemi di tutta la regione.

Questo è il secondo ricorso presentato dal comune e la sindaca non esclude un terzo contro l’ultimo atto procedurale, il Paur, sostenendo che l’unico ampliamento accettabile sarebbe quello destinato esclusivamente al territorio di Viterbo.

 

 

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