Distretto tecnologico per le nuove tecnologie applicate ai beni culturali, Unitus ottiene finanziamento

VITERBO – Ammonta a più di duecentomila euro il finanziamento ottenuto dall’Università della Tuscia nell’ambito del programma DTC – Distretto Tecnologico per le nuove tecnologie applicate ai Beni ed alle Attività Culturali, bandito da Lazio Innova della Regione Lazio, per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie e applicazioni per la valorizzazione del patrimonio culturale. L’obiettivo comune è quello di promuovere la cultura migliorando i livelli di conoscenza, conservazione e fruizione dei beni culturali attraverso l’ausilio di strumenti e contenuti digitali, realtà virtuale, applicazioni dedicate per un turismo sempre più consapevole e sostenibile. I cinque progetti finanziati, superate le due fasi previste, quella iniziale della formulazione e quella della realizzazione, sono stati proposti da alcuni docenti dei Dipartimenti DISUCOM – Scienze Umanistiche della comunicazione e del turismo, DIBAF – Innovazione nei sistemi biologici agroalimentari e forestali, DEIM – Ingegneria, economia, società e impresa e DISTU – Studi filosofico-letterari storico-filosofici e giuridici, in collaborazione con altri atenei italiani ed importanti enti e istituti di ricerca. Nei due progetti presentati dal DIBAF, l’università riveste il ruolo di coordinatore tecnico scientifico, nei restanti tre, quello di partner. Le progettazioni presentate si rivolgono a vari aspetti dei beni culturali, sotto una multipla prospettiva. Per la promozione e la conoscenza del territorio è stato elaborato, sotto la guida di Francesco Maria Donini docente di Linguaggi e tecnologie per il web e Paola Vocca docente di Informatica, afferenti al DISUCOM, un gioco interattivo per i vari devices che, con l’ausilio della geolocalizzazione tramite gps, collega un sistema di immagini ai luoghi simbolo del territorio per migliorare l’esperienza del turista attraverso un percorso guidato. Un altro aspetto legato al patrimonio culturale si concentra invece sugli effetti dannosi dei cambiamenti climatici sui siti archeologici. Il progetto di Stefano De Angeli docente di Archeologia classica del DIBAF, ha l’obiettivo di monitorare e prevenire le minacce attraverso lo sviluppo di una mappa di rischio. Il tema del restauro è protagonista di due progettazioni presentate. La prima, a cura di Manuela Romagnoli docente di Tecnologia del legno e utilizzazioni forestali del DIBAF, si prefigge di costruire una filiera del restauro del legno basata sull’impiego di bio-nanotecnologie per il restauro e de-restauro di manufatti lignei storico-artistici, contemporanei e archeologici, anche subacquei. La seconda, inserita all’interno del Piano Nazionale Impresa 4.0., elaborata da Claudia Pelosi docente di Diagnostica dei beni culturali del DEIM, prevede il restauro di due importanti beni architettonici della città di Viterbo, con l’ausilio di nanotecnologie, con la possibilità di fruire dei due siti, anche da remoto. Il digitale e la realtà aumentata supportano l’ultima proposta progettuale, coordinata da Salvatore De Vincenzo, docente DISTU di Archeologia classica, incentrata sulla valorizzazione dell’area archeologica di Volsinii e dell’intero comprensorio di Bolsena, grazie ad un software elaborato per garantire un sistema di illuminazione autosufficiente che consentirà la visita dei siti anche in notturna. Tutte le proposte sono orientate all’impiego di soluzioni tecnologiche per innovare e migliorare le condizioni del turismo rendendo sempre più vicino ed accessibile il patrimonio culturale ai cittadini. La conservazione, valorizzazione e promozione dei Beni culturali rappresentano opportunità concrete per il lavoro e per lo sviluppo di ogni territorio, a vantaggio dell’intera comunità.

 

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