“Ditegli sempre di sì”. Gianfelice Imparato e Carolina Rosi incantano al Teatro Unione

di FEDERICO USAI –

VITERBO – Il tema della pazzia ha sempre offerto spunti comici o farseschi nel teatro, ma di solito è giocato a rovescio, con un sano che si finge pazzo. Invece, ieri sera al teatro dell’Unione a Viterbo, in Ditegli sempre di sì di Eduardo De Filippo, il protagonista Michele Murri, interpetato magistralmente da Gianfelice Imparato , è realmente pazzo, tra porte che si aprono e si chiudono, equivoci, fraintendimenti, menzogne, illusioni, lo spettatore si ritrova in un clima sospeso tra la  pazzia del personaggio principale e il dubbio sulla sua sanità mentale.
Elledieffe – la Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi, ha proposto in coproduzione con la Fondazione Teatro della Toscana, una delle più fortunate commedie del repertorio eduardiano grazie alla collaborazione tra il Comune di Viterbo e ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio.
E’ proseguito così il progetto avviato nel 2016 dalla Elledieffe che, dopo aver incrociato i percorsi artistici di Marco Tullio Giordana e Mario Martone, si affida ora a Roberto Andò continuando a diffondere e valorizzare l’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale italiana.

I numerosi spettatori , questa volta più del solito con la platea esaurita ed i palchetti colmi come non mai, hanno iniziato a sentire una musica in lontananza, una musica incalzante il Verdi de “La forza del destino” che ha aperto e chiuso lo spettacolo, il “melodramma” si fa spazio nel chiarore asettico della stanza “anni cinquanta” che appare quando si apre il sipario. Il luogo dove è il tipico interno piccolo-borghese di Eduardo, il salottino, diviene lo specchio scheggiato della follia del protagonista, l’antro in cui la sua mente può elaborare, manipolare, e distorcere, i ragionamenti e i sofismi di chi gli viene a tiro, scardinandone la fragilità e la vanità.
Il salottino, con al centro un divano, sembra un po’ clinica un po’ appartamento con piccole pretese, con il freddo impallidito che i vecchi termosifoni di ghisa alla parete non riescono a scaldare, con il subbuglio ansioso per il ritorno a casa del protagonista, Michele Murri, dimesso dopo un anno di cure dal “manicomio”.
E’ questa una commedia molto amata da Eduardo che la scrisse nel 1925, messa in scena l’anno successivo da Vincenzo Scarpetta, fu ripresentata altre volte fino alla sua regia televisiva per la Rai del 1962.
Luca De Filippo la interpretò con la regia del padre, e ne firmò a sua volta la regia affidando a Gianfelice Imparato quel personaggio che sembra essere chiave dell’infelicità. Ditegli sempre di sì racconta le vicende di un pazzo, Michele Murri , che nella sua pazzia ama dire solo la verità e che torna a casa, ospite della sorella Teresa (Carolina Rosi). L’uomo è ben lontano dalla guarigione, ma nessuno sembra accorgersene. La sua pazzia si esprime nella mania di perfezione e nell’incapacità di comprendere le sfumature delle parole: per lui ogni metafora, ironia o allegoria corrisponde alla verità. Ne nascono equivoci e incidenti, da cui il titolo che invita a “dirgli sempre di sì “, che coinvolgono i familiari e i conoscenti. Un’opera vivace e colorata, una commedia divertente che, pur conservando le sue note farsesche, suggerisce serie riflessioni sul labile confine tra salute e malattia mentale.
Gianfelice Imparato nella sua interpretazione di Michele Murri ritrova l’ infelicità malata, inventando ancora una volta quel personaggio sotto la guida attenta di Roberto Andò al suo incontro artistico con la “drammaturgia di famiglia” di cui Carolina Rosi rimane erede, con la sua compagnia Elledieffe; protagonista eccellente questa volta, con l’angoscia dimessa di una felicità che sa di dolore fin dal suo entrare in scena, la testa un po’ piegata in avanti lo sguardo tutto speranza e timore, il sorriso insicuro come di una bambina precipitata all’improvviso nella vecchiaia. Una vecchiaia che la porterà ad assistere per sempre Michele, rinunciando a risposarsi per amore del fratello. Da rilevare la bravura in scena di Edoardo Sorgente che nei panni di Luigi Strada, il personaggio dell’attore, lo studente pazzo di teatro, non fa rimpiangere Peppino De Filippo che interpretò lo stesso protagonista.

Ditegli sempre di sì è una commedia che vede Eduardo applicarsi a variare il tema della normalità e della follia, consegnando al personaggio di Michele Murri, il protagonista, i tratti araldici della sua magistrale leggerezza.

E’ da notare come, pur facendo molto ridere, a partire da certi anni, Ditegli sempre di sì sia stata sempre definita una “commedia dolorosa”che lascia lo spettatore immerso in un amletico dubbio :
“È una commedia? È una tragedia?”

 

Foto di Claudio Cavalloro

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