“Dogman” al Tuscia Film Fest, Marcello Fonte: “La vita senza figli non ha senso. Fate figli”

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO – Il Tuscia Film Fest 2018 fa l’en plein con il film drammatico “Dogman” di Matteo Garrone, presentato ieri, 8 luglio, sul palco di piazza San Lorenzo da Margherita Vestri e introdotto dal direttore artistico Enrico Magrelli.

Presentazione film “Dogman” (f. MAG)

Dopo i primi saluti degli attori protagonisti del film Marcello Fonte ed Edoardo Pesce (il buono e il cattivo, la vittima e il carnefice) accompagnati dallo sceneggiatore Massimo Gaudioso e dal produttore Marco Muller, ospite del festival, il drammatico film ha inizio e catapulta tutti in un “non luogo”, una periferia degradata di una qualsiasi mega città dove vige l’omertà, la violenza e la droga, unica fonte di qualche guadagno certo, tra bambini tristi che si dondolano in altalena, unico gioco a diposizione, e poveri cristi che cercano di tirare a campare con lavori onesti e precari.

Un film realistico che dà un pugno nello stomaco ai tanti spettatori in piazza, molto bambini presenti si coprono gli occhi e si rifugiano tra le braccia sicure della mamma. Non è un film violento ma è un film che parla di violenza, quella di un essere umano che non ha più coscienza di sé in contrapposizione a un altro sensibile e buono, senza futuro, che dona la sua affettuosa attenzione ai cani e il suo grande amore alla figlia piccola a cui ha promesso una vacanza da sogno, al mare delle Seychelles.

Al termine del film tornano sul palco, accolti dagli applausi, i due protagonisti “per vedere che effetto che fa” con qualche domanda di Enrico Magrelli per scaldare l’atmosfera un po’ raggelata.

D- Che cosa vi ha lasciato questo film?

Edoardo Pesce che si definisce “artista non protagonista” è di poche parole: ”Mi ha fatto crescere umanamente e soprattutto professionalmente. Garrone mi ha dato una grande opportunità. Mi ha fatto arrivare ad uno step superiore”.

Marcello Fonte invece è un fiume in piena, il microfono non lo intimorisce e tira fuori calmo e sicuro tante pillole di saggezza popolare: “Il lavoro di squadra. Tutti quelli che non si vedono ma lavorano lì. L’ambientazione. La vita che ci ha regalato momenti bellissimi in un teatro di posa grandissimo in cui ogni angolo di posa era bono pe girà. La pioggia per esempio. Ce l’ha mandata la vita. Come ogni sguardo di ogni spettatore. Ognuno poi vede quello che sente e che ci vuole vedere in una cosa, in un film. E questa è la bellezza della vita. Questo film mi ha migliorato, mi ha smussato i difetti. Ma la cosa più importante che mi ha lasciato questo film è che mi ha dato la voglia di diventare padre. Mi ha fatto capire che a me basta la metà della mia vita per me. Avrei preferito dedicarlo ai miei figli questo successo. Questo film. Perché a un certo punto la vita senza figli non ha senso. Dare te stesso ai tuoi figli è ciò che davvero conta. Avere dei figli è l’opera più bella che si possa fare. Fate figli!”

Interviene Massimo Gaudioso che racconta come è nato il film: “Garrone ha trovato in Edoardo e Marcello la coppia perfetta. Marcello poi incarnava l’idea che aveva in mente. Perché quando scrivi è difficile poi immaginare come sarà un personaggio. Ma la dolcezza di Marcello, la sua umanità, hanno sbloccato Matteo e la sua iniziale perplessità sull’aspetto cruento della storia. Dogman è un film partorito da una sceneggiatura iniziata per la prima volta nel 2001, un lavoro evoluto negli anni, faticosamente, lentamente, una sceneggiatura scritta a più riprese, spesso interrotta da altri film di Garrone (Pinocchio), poi tutto è andato a compimento”.

 

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