BRACCIANO- Onciangìti, è un neologismo composto da due parole in dialetto calabrese: “un ciangìti,” cioè non piangete, nella forma plurale dell’antica abitudine di dare del voi alle persone meritevoli di rispetto. E qui si entra subito nel teatro popolare calabrese (nell’area catanzarese, per la precisione), in cui una pièce come questa si chiamerebbe “fadda” teatrale.
Fadda indica una “parte”, una “porzione di scena” o un “pezzo” dello spettacolo, è come dire “pezzo di recita” o “parte scenica”, spesso in modo informale e tradizionale.
Ecco allora che una esperienza del teatro popolare di strada entra nella rassegna “Dimmi donna, le protagoniste del plurale femminile” per rappresentare non solo la missione della cura dei cari, che la società umana ha da sempre riservato alle donne, ma anche il rapporto speciale di coscienza e autocoscienza che le donne hanno stabilito tra loro, fuori da modelli maschilisti e patriarcali.
In “Onciangìti”, Paola Borgia e Francesca Pontone sembrano ricordarci il valore di quella perentoria affermazione che ha accompagnato per molto tempo il cammino delle donne italiane, secondo cui “il personale è politico”. Ma con la speciale sensibilità del testo, in cui emozioni e gesti quotidiani si raccontano svelando i loro diversi approcci alla realtà.
INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Domenica 29 marzo, ore 18,30 Teatro Delia Scala di Bracciano

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