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Don Gianni commenta la lettera del Vescovo per il Natale 2025

VITERBO- Riceviamo e pubblichiamo: “L’ho letta con attenzione. La Chiesa universale incontra in quella locale, la nostra a Viterbo, i passi di un cammino che coinvolge tutti, anche se con un “andare” che potrebbe avere sfumature diverse. Non tutti camminiamo allo stesso modo e alla stessa velocità. Il Vescovo Orazio Francesco Piazza che si firma “testimone e guida nella fede”, con il suo bastone pastorale segna i passi. Nella lettera ho sentito due colpi:

1. Uno: è una citazione-invito abbastanza comune nelle riflessioni spirituali e 2. l’altro: è una parola-vita che ricorre nella lettera: “Abbraccio e abbracciare”.

“Fa di me Signore che intensamente ti desideri. Desiderandoti ti cerchi. Cercandoti ti incontri. Incontrandoti ti ami. Amandoti ti segua.” Sembra sia una invocazione legata a una preghiera di Anselmo di Aosta (Proslogion, capitolo 1 – 1077-78). E poi quell’invito a sentire l’abbraccio di Dio. Mi ricorda l’abbraccio di Gesù, perché noi conosciamo Dio accostandoci a Gesù e non c’è altra via. Gesù chi abbracciava? I semplici e i puri di cuore, anche se peccatori ma che umilmente prendevano in mano le proprie fragilità per depositarle davanti ai suoi piedi misericordiosi. Arroganti e presuntuosi falsi e bugiardi non incontravano l’abbraccio del Signore. Perché “abbracciare” è sentirsi un tutt’uno con l’abbracciato. Abbracciare Dio è come fondersi in Lui, diventare Lui. E per esserne degni dobbiamo purificarci: come Zaccheo, come il Figlio prodigo, come la Maddalena, come il ladrone nella croce… come i tanti che nei secoli hanno seguito i cammini del Signore. in questo cammino rinasciamo di nuovo, ci ritroviamo “bambini” nella culla del mondo. “Se non vi convertirete e non diventerete come questi bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18:3). Ti desidero. Ti cerco. Ti incontro. Ti amo. Ti seguo.

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