Don Giosy ricorda don Tonino Bello, nel 25° anniversario della morte

di MARIELLA SPADAVECCHIA –

VITERBO – Domani, venerdì 20 aprile, Papa Francesco si recherà in Puglia per rendere omaggio al vescovo don Tonino Bello (leggi qui).”Sono sempre stato affascinato dall’esempio di don Tonino. Ho avuto l’onore e la fortuna di conoscerlo e di apprezzare il suo insegnamento, il suo operato, il suo modo di essere, la sua estrema semplicità. Un vescovo, ma soprattutto un uomo, sempre al servizio dei più bisognosi. Credo che monsignor Bello abbia rilanciato il cristianesimo della gioia e della festa, scegliendo quei poveri, che lui chiamava ‘gli ultimi’, come punto di partenza della sua evangelizzazione”. Don Giosy Cento, sacerdote e cantautore di Ischia di Castro, noto in Italia e all’estero per le sue canzoni che esplorano la vita ed i valori umani, delinea la figura di monsignor Antonio Bello, definito per la sua umiltà e il suo carisma e per il suo essere sempre accanto alla gente, “il vescovo degli ultimi”.

Per la comunità dei fedeli devoti a don Antonio Bello, quello di domani, venerdì 20 aprile, sarà un giorno un po’ speciale. Il venticinquesimo anniversario della morte di colui che è stato ribattezzato “il pastore della pace e della misericordia”, verrà celebrato con la visita del Santo Padre nei luoghi di don Tonino. Papa Francesco si recherà in Puglia per rendere omaggio a quell’umile vescovo per il quale è stato avviato da tempo il processo di beatificazione. Il Pontefice sarà dapprima ad Alessano, in provincia di Lecce, paese natale di don Bello, poi a Molfetta (Bari), dove il giovane sacerdote Antonio è stato proclamato vescovo e dove si è spento il 20 aprile del 1993, all’età di 58 anni dopo una malattia affrontata con grande serenità e spirito cristiano.

La Tuscia si lega alla figura di Tonino Bello attraverso il ricordo di don Giosy, che una decina di anni fa ha dedicato a questo mite sacerdote un disco che ha avuto un successo enorme.

Sono state vendute 17mila copie del mio cd – commenta Giosy Cento – un numero eccezionale per un disco di musica religiosa. L’idea di scrivere una serie di canzoni da dedicare a questo grande uomo mi è venuta leggendo la sua Opera omnia e cercando di estrapolare da quegli scritti i temi più emblematici e rappresentativi del suo credo. Sono nate così quelle canzoni sulla pace, o sui giovani che don Tonino amava e con i quali aveva trovato un’intesa umana e religiosa incredibile. Se vogliamo capire la Chiesa moderna dobbiamo leggere le sue parole, i suoi scritti”.

Don Giosy ricorda il primo incontro con don Tonino. “Mi telefonò per invitarmi a Molfetta a fare un concerto – racconta – Mi disse subito una frase che è rimasta nel mio cuore e nella mia mente. ‘Sono cresciuto con le tue canzoni – esordì al telefono – le suono e le canto tra la mia gente, con i miei ragazzi, i giovani che vivono accanto a me. Verresti a fare un concerto nella cattedrale di Molfetta?’ Accettai subito l’invito. E partii. L’empatia con un uomo tanto straordinario fu immediata. E la serata di musica fu carica di emozioni. La cattedrale molfettese era stracolma di giovani. A dialogare con loro c’era il linguaggio semplice e spontaneo di don Tonino, che a tutti parlava con il cuore. La cosa che più mi colpì fu quel suo modo di rapportarsi con gli altri. Nelle stanze del vescovado di Molfetta don Tonino ospitava le famiglie bisognose della città. Era il ‘don’ della gente, il vescovo di tutti, che è riuscito a trovare il linguaggio per far capire il Vangelo nel mondo moderno”.

Sono parole dense di significato, quelle di don Giosy nei confronti di Tonino Bello. Il disco del sacerdote-cantaurore di Ischia di Castro è stato presentato in versione live, appena pubblicato una decina di anni fa, proprio nel paese natale del ‘vescovo degli umili’, ad Alessano, nel Salento, dove oggi lui riposa, in una tomba costruita in un luogo mistico e suggestivo che sembra un piccolo anfiteatro. Giosy Cento, dopo quel primo incontro con don Tonino, è tornato a Molfetta, un’altra volta, per un altro concerto. Ma la seconda volta don Tonino, già malato, non riuscì a seguire il concerto.

Quel vescovo mite è uno dei più grandi profeti della nostra epoca – conclude don Giosy – Il fatto che il Pontefice abbia deciso di andare a Molfetta per rendere omaggio a don Tonino Bello, nel 25° anniversario della morte, è straordinario. Francesco e Tonino seguono lo stesso credo. Sono dalla parte degli ultimi”.

 

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