Università Unimarconi

“Dopo via Rasella i gap stavano preparando una seconda strage”: lo rivela Pierangelo Maurizio

Dopo la strage di Via Rasella i Gap stavano preparando un secondo attentato. Lo rivela Pierangelo Maurizio nel nuovo libro “La Trappola – Oltre Via Rasella” (Maurizio Edizioni), uscito in questi giorni in tutte le librerie e store online.

Il giornalista, che aveva già pubblicato il volume “Via Rasella – 80 anni di menzogne” (più volte ristampato), è tornato a indagare su uno dei fatti storici più discussi.

Si stava preparando una seconda strage, che ora viene ricostruita per la prima volta grazie a due eccezionali interviste. L’attentato dei Gruppi di Azione Patriottica (Gap) a Roma e la rappresaglia nazista alle Fosse Ardeatine non si concludono il 23 e il 24 marzo ’44. Come un’onda d’urto i loro effetti si propagano nei mesi successivi: cambiano per sempre gli equilibri politici. Palmiro Togliatti, il capo del Partito Comunista Italiano, appena rientrato da Mosca, diventa l’arbitro della politica italiana e l’ambasciatore di Stalin in Italia. Un report segreto conferma come l’obiettivo del Pci fosse la distruzione finale di Bandiera Rossa, l’organizzazione eretica che si professava antifascista quanto antistalinista e di cui si cancellerà ogni memoria. Documenti del tutto inediti provenienti dagli archivi del Governo Usa gettano nuova luce anche su altre vicende di quella primavera di sangue: il sacrificio di Maurizio Giglio, l’uccisione del sottotenente Giorgio Barbarisi, il linciaggio di Donato Carretta, testimone innocente. Chi ha dato veramente l’ordine di Via Rasella? “In questo nuovo libro non mi occupo dell’aspetto giudiziario dell’impresa più famosa e più discussa della Resistenza”, spiega nella prefazione Pierangelo Maurizio, “Ma come sempre cerco di portare in superficie fatti. Due testimonianze eccezionali ci rivelano circostanze e vicende mai conosciute finora. I Gap stavano preparando una nuova stage ancora più eclatante, tramite l’omicidio del console della milizia Torello Tombesi, che doveva fornire l’occasione di un funerale eccellente. L’altro racconto ci introduce nell’ambiente famigliare di alcuni gappisti e nelle ore immediatamente successive a via Rasella. Le maggiori sorprese e anche le conferme più determinanti le ho trovate passando al setaccio migliaia di documenti della Allied Control Commission e dell’Office Of Strategic Services, custoditi ai National Archives del Governo americano. Tra microfilm e copie sbiadite si legge in controluce quella primavera di sangue che ha cambiato per sempre il nostro Paese”.

Pierangelo Maurizio, 65 anni. Ha cominciato l’attività giornalistica molto giovane all’Espresso e al quotidiano La Repubblica, che ha lasciato nel 1994. Ha lavorato in tv con Gianfranco Funari e Pippo Baudo e in trasmissioni andate in onda su Rai 1, Rai 2 e Rai 3, e per quotidiani e periodici come l’Indipendente, Il Tempo, Il Giornale, Il Borghese, Libero e La Verità. A Mediaset da oltre vent’anni, inviato per il Tg5, poi per Quarto Grado. Collabora con Mag di Studio Aperto. Ha scritto e pubblicato alcuni libri di carattere storico e su casi di cronaca.

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