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Duomo di San Lorenzo, al via il restauro del pavimento cosmatesco

di REDAZIONE-

VITERBO – Sono iniziati questa mattina gli ultimi rilievi tecnici propedeutici al restauro del pavimento cosmatesco della Basilica Cattedrale di San Lorenzo. Le operazioni di monitoraggio, effettuate con l’ausilio di laser scanner, droni e termografia, rappresentano una fase fondamentale per la tutela e il recupero di uno dei beni storico-artistici più importanti della città.

Il rilievo integrato consente una documentazione estremamente dettagliata dell’edificio: il laser scanner 3D permette infatti di acquisire nuvole di punti ad alta definizione, utili alla realizzazione di modelli digitali accurati della struttura, mentre la termografia consente di analizzare lo stato di conservazione dal punto di vista energetico e strutturale.

Attraverso le immagini termiche è possibile individuare eventuali infiltrazioni, dispersioni di calore e criticità strutturali, elementi indispensabili per una corretta progettazione degli interventi di restauro. L’utilizzo dei droni, inoltre, permette di raggiungere e analizzare anche le parti meno accessibili della basilica, garantendo un controllo completo dell’edificio.

Una fase preliminare altamente tecnologica che precede l’avvio del restauro vero e proprio del pavimento cosmatesco e che consentirà interventi mirati, rispettosi del valore storico e architettonico della cattedrale di San Lorenzo.

Il progetto è reso possibile grazie a un finanziamento di 425mila euro, proveniente dai fondi statali destinati al Giubileo 2025, e rappresenta un’importante operazione di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico del duomo.

L’intervento è stato proposto dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e sarà realizzato in collaborazione con la diocesi di Viterbo. Durante il periodo del restauro, che dovrebbe protrarsi per alcuni mesi, la cattedrale rimarrà aperta al pubblico. Gli interventi verranno infatti eseguiti per settori, così da garantire l’accesso ai fedeli e ai visitatori e permettere il regolare svolgimento delle attività religiose. Un’operazione che restituisce valore a uno dei simboli storici e spirituali di Viterbo, in vista anche dell’importante appuntamento del Giubileo.

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