E’ nata la Federterziario viterbese: “Basta contrapposizioni tra aziende e sindacati”

curti giorgio franco malcottiPubblico folto ed interessato nella mattinata alla presentazione della nascita della costola viterbese di Federterziario.

 

Questa mattina, presso l’incubatore ICult di via Faul, i responsabili della confederazione che punta a rafforzare la voce dei piccoli e medi imprenditori nelle sedi istituzionali, hanno illustrato le peculiarità della propria organizzazione.

 

A fare gli onori di casa il responsabile della struttura ICult Giulio Curti che ha ricordato come l’Incubatore nasca anche per promuovere iniziative a sostegno dell’imprenditoria: “Sì alla logica dell’associazionismo e dell’innovazione.

Credo che ci saranno molti punti di convergenza rispetto a quello che farete voi e sono convinto che ci sarà la possibilità di lavorare insieme”.

 

Questo, invece, l’intervento del presidente di Federterziario Viterbo Francesco Giorgio:2 “Raccolgo l’invito del dottor Curti per creare obiettivi comuni e rilanciare l’economia del nostro territorio. L’attenzione per l’economia del nostro territorio è accesa nonostante le difficoltà congiunturali. Alcuni dati statistici: il Pil a livello nazionale è sceso del 2,5% rispetto all’anno precedente. Gli occupati sono diminuiti di 248mila unità, il tasso di disoccupazione è salito all’11-12%, ma anche su Viterbo siamo al 13%, dato non allarmante ma sicuramente preoccupante. Viterbo non è una realtà industriale, il 72% delle attività produttive è composta da ditte individuali, il fatturato è calato di circa il 10% e ben 415 imprese sono state sciolte nell’ultimo anno. Il numero dii giovani che si approcciano al mondo imprenditoriale tra i 18 ai 29 anni si è ridotto del 3,9% rispetto al 2012. C’è un +20,5% di export. Ebbene, Federterziario nasce per dare maggiore voce alle imprese. Ad esempio ci siamo lasciati sfuggire l’aeroporto. La trasversale nord è ferma da troppo tempo e sono i rappresentanti di categoria che devono alzare la voce affinché le risorse non vengano “switchate” su opere non di nostro interesse”.

 

3Quattro i punti cardine della Federterziario proposti da Giorgio: “I contratti di secondo livello, ringrazio a questo proposito anche i rappresentanti sindacali presenti, la formazione gratuita per i dipendenti e i manager, un’attività sull’utilizzo dei fondi europei e l’internazionalizzazione delle aziende. Occorre fare impresa, fare rete, condividere conoscenza e competenza fare ingresso nei mercati congiuntamente”.

 

Importante il riferimento ai contratti di secondo livello. “I contratti di lavoro nazionale non sempre sono idonei sui lavori nel territorio, per dire alcuni contratti vanno bene su Milano, ma non nel viterbese. Un altro spunto per permettere alle imprese di rilanciare la propria attività è la formazione gratuita che lo Stato permette con i contributi di fondi Inps che, se non utilizzati in azienda, ritornano nelle casse dell’Inps. Federterziario sta lavorando con Fonditalia per questo. Altra questione è la difficoltà di accesso al credito. Per quanto riguarda i Fondi Europei, se non interveniamo all’inizio della programmazione… c’è il rischio di perderli. Ad esempio esce un bando sulla nocciola che prevede terreni di almeno 20 ettari, mentre qui sono tutte terre di 2 o 3 ettari… occorre intervenire in maniera congiunta con le istituzioni.

 

Sui Fondi Ue non utilizzati: “Le richieste sono inferiori di tre volte e mezza rispetto all’offerta”. 4Fortunatamente ci sono anche buone notizie: “L’aumento dell’export di circa il 20,5% della Tuscia rispetto al 3-4% del Lazio. Ci sono Paesi emergenti, Cina, India, Russia che ci stanno aiutando molto in termini di commesse ai nostri imprenditori”.

Poi è la volta del presidente nazionale, l’avvocato Franco che si è soffermato sullo strumento dei contratti di prossimità: “Sono contratti che hanno la possibilità di derogare rispetto ai contratti nazionali di lavoro, adeguando le esigenze locali e modificando leggermente il contratto nazionale. I contratti di prossimità nell’ulttima disposizione dovevano prevedere determinate accortezze che non sono state previste. Il senatore Sacconi ci ha spiegato perché. Le singole imprese, d’accordo con il sindacato, possono modificare i  contratti di lavoro, in modo flessibile, sugli orari di lavoro, prevedere ad esempio la quattordicesima diluita nel salario mensile, possono essere previste riduzioni del salario. Abbiamo previsto delle griglie regionali di possibilità, stabilita la griglia, serve che la singola azienda alla presenza del sindacato recepisca il contratto regionale adattando le esigenze dell’azienda. Per questo è ovvviamente richiesta l’assemblea dei lavoratori e dei sindacati. Si possono prevedere che ad esemmpio per tre anni ci possa essere una riduzione del salario per poi prevedere dei recuperi… Serve la concertazione. Non ci può essere in questo momento contrapposizione tra aziende e sindacati. Sì alla concertazione. E questo, tra Federterziario e Ugl, si è sempre verificato”.

 

5Entusiasta e forte dei successi mietuti in questi quattro anni di lavoro l’intervento di Luca Malcotti, politico, sindacalista, ma soprattutto referente di Fonditalia: “Il momento è difficile, non abbiamo la pretesa di essere come Fonditalia la soluzione, ma siamo un pezzetto della soluzione. Molte imprese non sanno cos’è un fondo interimprenditoriale. Noi abbiamo il compito di finanziare la formazione dell’impresa. Tutti i lavoratori dipendenti hanno una trattenuta sulla busta paga. Si fa un versamento con un codice, l’impresa risulta iscritta, poi quel fondo viene girato all’inps, le imprese che partecipano al fondo possono avere contributi per la formazione. Ciò consente in particolar modo alle piccole e medie imprese, attraverso una ridistribuzione mutualistica, di fare formazione anche in carenza di risorse. Fonditalia è stata riconosciuta nel 2009. Abbbiamo fatto tesoro delle esperienze degli altri. Da quando siamo nati abbiamo avuto il maggior trend di crescita. Non siamo il fondo della Confindustria, ma stiamo diventando il più grande dei fondi piccoli. Perché cresciamo? Perché abbiamo alcune caratteristiche specifiche: non facciamo bandi, non sottoponiamo le aziende ad un metodo competitivo, ma facciamo un conto azienda, o conto aggregato. Facciamo sì che un’impresa, o un territorio, accantonino in un unico fondo una parte delle proprie risorse per fare formazione solo per quelle aziende in quel territorio. Non avere i bandi ci rende veloci. Ogni 15 del mese approviamo i corsi che sono stati presentati per il 20. Terzo punto: Fonditalia finanzia anche la formazione obbligatoria che spesso è l’unica che le piccolissime imprese fanno o vogliono fare. Noi la finanziamo. Quarta caratteristica: abbiamo rapporti tra parti sociali splendido, ma sappiamo che quando andiamo a fare il singolo corso non sempre le piccole imprese hanno una presenza sindacale. Ci sono aziende con due dipendenti con la necessità di avere una rapppresentanza sindacale di tre organizzazioni… Molti fondi impongono un accordo sindacale. Questo fa sì che un imprenditore dica preferisco non farlo. Noi, invece, abbiamo una concertazione sindacale a livello nazionale che valuta questi progetti. Il giorno dopo dell’approvazione del progetto riconosciamo all’ente di formazione il 75% di anticipazione del valore del corso ed il restante 25 lo paghiamo entro i 60 giorni. Tutto questo serve a dare formazione, che è sì obbligatoria, ma delle volte è anche valore aggiunto per l’impresa e nei momenti di crisi vuol dire, per i dipendenti, acquisire titoli e professionalità con cui potersi più facilmente ricollocare sul mercato del lavoro. Siamo a disposizione anche con i nostri uffici e con i consulenti del lavoro per dare il nostro supporto”. 1Positivo il bilancio che Malcotti tratteggia sul 2013 di Fonditalia: “Credo che chiuderemo il 2013 restituendo tutto quello che le imprese hanno versato. Quello di trattenere risorse in busta paga è un lusso che il nostro Paese non può più permettersi. Auguro alla Federterziario di Viterbo un buon lavoro”. Rispondendo alla domanda di una giornalista sull’esistenza o meno di Federterziario a Viterbo Malcotti ha risposto: “In passato già diverse aziende hanno usufruito dei fondi per formazione, ma lo hanno fatto in maniera più sporadica. Qui nel territorio viterbese, essendo fortemente caratterizzato dalle microimprese, diciamo che lo sbarco può essere particolarmente fruttuoso”.

 

Presente all’incontro anche la segretaria generale dell’UGL viterbese Margherita De Cesari che ha posto l’attenzione sull’esigenza che le parti sociali collaborino per superare la crisi: “Condivisione, dialogo e partecipazione – le sue parole d’ordine – Il mondo non sta cambiando è già cambiato”.

   

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