Ecosistema urbano, indagine Legambiente – Sole 24 Ore. Viterbo è al 96° posto per tasso di motorizzazione; come dire, troppe auto. E il danno principale che fa la motorizzazione, è noto, è quello di inquinare l’aria cittadina.
Dunque: se i viterbesi camminassero tutti a piedi o dessero mano a carretti, cocchi e carrozze, sarebbero in testa alla classifica, invece che novantanovesimi. Come dire che, se non ci fossero i computer, nessun hacker sguazzerebbe nei nostri conti in banca; o che se non ci fosse l’energia elettrica, nessuno prenderebbe la scossa. Ma poi? C’è qualcosa ne non va…
Se l’estrema densità di automobili circolanti è un danno, questo lo si dovrebbe dedurre da un’aria particolarmente inquinata. E invece, manca poco che Viterbo sia la città con l’aria più pura che c’è: quarta, settima e decima per le polveri sottili di varia dimensione. C’è qualcosa che non va…
Ma non è colpa degli statistici. Se ad uno statistico dai il compito di considerare la variabile X all’interno di un indice XN, lui esegue. La domanda è un’altra: quella variabile X va presa in considerazione nel valutare l’indice XN? E questa, è una scelta di valore. Cioè ideologica. E ogni scelta ideologica è di parte, può soddisfare chi le pensa in un certo modo, ma non è necessariamente un assioma; anzi…
Un mio collega veneto (insegnava sociologia urbana, guarda un po’…) alcuni anni fa mi diceva: “Quasi quasi vengo a vivere a Viterbo…certo non è molto ben tenuta, nel verde, nella pulizia, ma tutto sommato si vive meglio qui che in tante grandi città, comprese quelle del nord… “. Detto da uno che se ne intendeva, questa affermazione stona un pochino con i dati della ricerca di Legambiente-Il Sole 24 Ore. Si potrebbe obiettare che un conto è una impressione individuale, un conto è una indagine statistica, cioè scientifica, cioè oggettiva; ma se questa è condizionata ideologicamente, dove sta la scienza? Quale è la vera differenza?
Intendiamoci: Viterbo sul piano ecosostenibile sta certamente in retroguardia, anche se forse un po’ meno di quanto appaia nelle graduatoria di Legambiente-Il Sole 24 Ore. Il civismo individuale e quello pubblico sono tutt’altro che il massimo; tanta maleducazione, tanta approssimazione, tanta giungla, tante buche, tanta monnezza lasciata in bella vista, tanta incuria complessiva, e – tra l’altro – se vi fosse una politica di incentivazione reale del trasporto pubblico, si vivrebbe molto meglio. Ma far passare certe rilevazioni (siamo a fine anno, vedrete tra poco quante altre classifiche spunteranno…) per delle verità, può essere comprensibile nei non addetti ai lavori, che sbavano davanti ad un 0,5% in più o in meno, ma non è giustificabile in chi a quei lavori è addetto, e dovrebbe essere più smaliziato su certe cose.
Francesco Mattioli







