Si è conclusa a Roma la prima giornata degli ECR Study Days, che dal 9 al 12 dicembre 2025 riuniscono esponenti, studiosi e dirigenti del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei. A chiudere i lavori è stata la tavola rotonda dal titolo “I conservatori e le radici cristiane dell’Europa: difendere la nostra civiltà e identità”, un confronto pensato per riaffermare il ruolo della tradizione cristiana nella costruzione dell’identità continentale.
Il dibattito è stato introdotto da Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata di Fratelli d’Italia-Ecr, la quale ha delineato la il quadro politico e culturale che i conservatori intendono imprimere al dibattito europeo.
Aprendo i lavori, Sberna ha quindi richiamato il valore delle tradizioni religiose come strumenti necessari per interpretare il presente: “Le religioni custodiscono valori e visioni che permettono di comprendere la complessità del mondo contemporaneo e di offrire risposte equilibrate alle sfide etiche, sociali e culturali”. Un messaggio rivolto non solo al pubblico dell’evento, ma a un’Europa che, secondo Sberna, rischia di perdere contatto con la propria storia.
Tra i relatori italiani presenti, monsignor Dario Edoardo Viganò, l’ex presidente del Senato Marcello Pera e il segretario generale dell’ECR Party Antonio Giordano, con i quali Sberna ha condiviso la necessità legame tra identità e libertà religiosa: “La difesa delle radici cristiane dell’Europa è inseparabile dalla difesa della libertà religiosa, perché un continente che non riconosce la propria identità rischia di non garantire la libertà identitaria degli altri”.
Per la vicepresidente del Parlamento europeo, il punto non è solo culturale ma politico. “L’Europa attraversa una fase di smarrimento culturale; i conservatori hanno il dovere di riaffermare con forza la visione di un’Europa fondata sulla sua tradizione, sulle sue radici cristiane, sulla dignità umana, sulla centralità della famiglia e sulla responsabilità delle nazioni”.
Nel suo intervento Sberna ha così dato sostenuto la volontà di riportare al centro del confronto europeo i valori e le radici che, per Sberna, restano imprescindibili per il futuro del continente.
Inoltre sono intervenuti Stephen Nikola Bartulica, capodelegazione croata del Gruppo ECR, e Marion Maréchal, capodelegazione francese del Gruppo ECR.
Gli ECR Study Days sono iniziati con il discorso di apertura del co-presidente del Gruppo ECR, Nicola Procaccini, cui è seguita la 1ª sessione di lavoro: l’intervista al co-presidente Procaccini, a cura di Fausto Carioti, vicedirettore del quotidiano Libero. Successivamente è intervenuto Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione.

ECR Study Days a Roma: il ruolo delle radici cristiane nell’identità europea secondo Sberna

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