Elettrodomestici e detrazioni IRPEF. Bastano gli eco bonus a risollevare il mercato?

GF Narcisi: “In aumento le richieste per elettrodomestici più green, la domanda complessiva online in crescita rispetto al 2012”. Il cosiddetto “Decreto del Fare” (legge n.69 del 9 agosto 2013) aveva introdotto la possibilità di detrarre dall’IRPEF fino al 50% della spesa per l’acquisto di elettrodomestici di classe energetica A+ sugli immobili dove sono state effettuate opere di ristrutturazione edilizia.

Con questo provvedimento si voleva non solo ridurre l’impatto ambientale degli elettrodomestici, ma anche rilanciare un settore che ormai da anni registrava trend di vendite negativi. I volumi produttivi italiani nel settore degli elettrodomestici a fine 2012 sono stati stimati in circa 14 milioni di pezzi, livello inferiore a quello del 1987, meno di metà del fatturato del 2002, quando si raggiunse l’apice con quota 30 milioni. Un trend negativo che potrebbe interrompersi quest’anno anche grazie agli eco bonus statali. Secondo l’Osservatorio Findomestic le previsioni d’acquisto a tre mesi degli italiani aumenteranno del 15% per il grandi elettrodomestici e del 18% per i piccoli con una relativa crescita del budget a disposizione. “Ci auguriamo che le previsioni dell’Osservatorio si verifichino, confermando il nostro attuale trend di crescita nella vendita online rispetto all’anno precedente. – Ha commentato Marco Narcisi, titolare della GF Narcisi, azienda leader nel settore della vendita di prodotti termoidraulici. – Va evidenziato, inoltre, un cambiamento nelle scelte dei prodotti, che tendono a vertere verso apparecchi di classe energetica elevata. Ad esempio, per quel che riguarda le caldaie, tra gli elettrodomestici più richiesti in questo periodo, abbiamo registrato un aumento del 25% per le caldaie a condensazione rispetto a quelle tradizionali. Tale tipologia, infatti, recuperando il calore latente di condensazione del vapore acqueo contenuto nei fumi della combustione, consente una riduzione delle emissioni di NOx e CO e un rendimento termodinamico superiore al 100% del combustibile utilizzato. Ovviamente, il valore indicato è talmente elevato in quanto comprende il rendimento standard della caldaia e quello derivante dal recupero dell’energia latente.”

   

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