VITERBO- Riceviamo e pubblichiamo: “Elezione per il Presidente della Provincia di Viterbo. Non andrò a votare , per contrastare il “pensiero di gruppo” che si prospetta con un unico candidato, espressione di forze che vanno dal Partito democratico a Fratelli di Italia, passando per movimento civico Frontini e Forza Italia di cui il presidente uscente è coordinatore provinciale.
Con il voto si dovrebbe sostenere un’idea di Provincia che vada oltre la sterile gestione amministrativa e che abbia una chiara prospettiva su quei temi fondamentali da cui dipende la vita delle cittadine e dei cittadini. Una Provincia che la politica dei proclami aveva definito cancellata, ma che invece è stata arricchita di competenze, con la sostanziale differenza di essere stata sottratta al voto popolare.
Di questa Provincia, oggi dotata di importanti responsabilità, sarebbe fondamentale conoscere le politiche ambientali, quelle relative alla pianificazione territoriale, a un modello scolastico capace di rispondere alle esigenze di famiglie e studenti, alle politiche sulla gestione delle risorse idriche e dei rifiuti, e alla pianificazione per il recupero delle ex cave.
Quando non esistono differenze su questi temi, la politica perde il suo alto significato di strumento di affermazione di idee diverse, che rendono nobile l’istituzione. Non andrò a votare per non rinnovare, con una sterile unanimità che si riserva solo agli stati di emergenza, un governo che ha umiliato la volontà popolare espressa con il referendum sull’acqua pubblica, privatizzandola.
Non andrò a votare perché non ho sentito parlare di diritto all’abitare, di agricoltura sostenibile e di vera tutela e valorizzazione dei beni ambientali e storici. Come tanti cittadini e amministratori, tornerò a votare e a partecipare con entusiasmo quando avrò la possibilità di scegliere sapendo che quel voto sostiene un’idea e le persone che la rappresentano.
Il mio è un non voto consapevole, per contrastare quel “pensiero di gruppo” che si sta affermando e dove il dissenso viene percepito come una minaccia, limitando la creatività, la ricerca di soluzioni adeguate e la capacità di proporre alternative. Il mio non vuole essere solo un gesto individuale ma un invito al “non voto”per cambiate la politica e riavvicinare gli elettori alle istituzioni”.
Bengasi Battisti
Consigliere Comunale






