Elezioni 2018, grande serata Pd con Mazzoli, Panunzi, Bonaccorsi riuniti al Balletti Park Hotel

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO – Ieri sera, 16 febbraio, in vista delle prossime elezioni politiche e regionali nel Lazio del 4 marzo, nel borgo di San Martino al Cimino c’è stato un proficuo incontro politico sul territorio e per il territorio con i candidati del Partito Democratico Alessandro Mazzoli (candidato al Senato nel collegio uninominale di Viterbo), Enrico Panunzi (candidato consigliere alla Regione Lazio) e Lorenza Bonaccorsi (candidata alla Camera per il Collegio proporzionale 01 Viterbo-Rieti). Una grande serata, tanta folla e un’accoglienza calorosa, seguita da una breve e appetitosa cenetta, hanno suggellato l’avvenimento partecipativo.

Ha aperto l’incontro, in veste di padrone di casa, il consigliere comunale sanmartinese Francesco Serra e ha introdotto il tema delle prossime elezioni Massimo Pistilli, dirigente del partito locale.

Serra, Bonaccorsi, Pistilli (foto MAG)

La prima a prendere la parola è stata la candidata Lorenza Bonaccorsi (responsabile Pd per quattro anni di cultura e turismo nella segreteria nazionale con Renzi) che, come san fare tutte le donne, ha posto subito l’accento sulle cose concrete e ben fatte in questa legislatura dal Governo Gentiloni e quelle fatte dal governo  Zingaretti nella Regione Lazio, regione prima oberata dai debiti e tecnicamente fallita  e ora uscita dal commissariamento.

E ribadisce: il lavoro deve essere un’ossessione per ridurre le disuguaglianze “siamo intervenuti sul mercato del lavoro, il provvedimento degli 80 euro in busta paga a coloro che hanno uno stipendio inferiore a 1500 euro netti al mese, questo tra le polemiche. Ora gli 80 euro li voglio tutti”.

Lorenza Bonaccorsi (foto MAG)

Scuola: “abbiamo stabilizzato 130mila insegnanti precari. Bisogna mettere mano all’algoritmo prepotente dell’assegnazione della cattedre, dobbiamo migliorare”. Evasione fiscale, “abbiamo iniziato un lavoro sull’evasione fiscale con un record di incassi di quasi 21 miliardi”. E poi tutela della donne lavoratrici, unioni civili, biotestamento, reddito d’inclusione e Cultura: “abbiamo riportato il bilancio del Ministero dei Beni culturali sopra i 2 miliardi. La Cultura è lavoro, è investimento, un lavoro fatto per il cinema, lo spettacolo dal vivo, l’Art Bonus con il quale anche i privati possono intervenire nella tutela dei beni culturali”.  E conclude: Noi abbiamo fatto un programma di 100 punti, cose concrete di buon governo con coperture, non chiacchiere e promesse strampalate.  Ci presentiamo con il Pd per continuare su questa strada, strada di responsabilità perché solo il Pd è in grado di garantire questo grazie a una squadra di persone competenti e serie che si sono misurate con la grande crisi di questi anni e che non vogliono fermare lo sviluppo di questo Paese”.

Serra,Mazzoli.Bonaccorsi. Panunzi,Pistilli (foto MAG)

Interviene Alessandro Mazzoli, uomo che ha già governato sul territorio (presidente della Provincia di Viterbo), ne conosce i problemi e ne ha discusso alla Camera e, con fare deciso, riassume tutto il lavoro fatto dal governo in questa legislatura e ammette che ci sono “ancora da fare passi in avanti per non bruciare ciò che di positivo è stato fatto in questi anni”. Anche il deputato pone l’accento sul lavoro che produce ricchezza, sull’importanza di ridare fiducia ai cittadini colpiti dalla crisi, sull’innovazione, la scuola e sull’Europa:siamo in un consesso europeo dove tutti valutano positivamente le riforme portate a termine da questo governo che ci ha dato credibilità da spendere. Ci vuole tempo”. E parla come ovvio di territorio: “In 5 anni di legislatura, grazie al governo nazionale di centro sinistra e a quello regionale di centro sinistra, si sono poste le basi per completare le due grandi incompiute del nostro territorio, la trasversale Orte-Civitavecchia e l’ospedale di Belcolle. Questo è il centro sinistra, è il PD”. Applausi.

Mazzoli, Bonaccorsi,Panunzi (foto MAG)

Ora la parola passa al candidato consigliere Enrico Panunzi che conosce a menadito tutto il territorio, non solo della Tuscia. Simpatico e veemente, coinvolge la sala con le sue puntuali osservazioni su ciò che ha fatto la Regione Lazio a guida Zingaretti in questi lunghi cinque anni. Nulla gli sfugge, spiega con dovizia di particolari debiti pregressi e risultati ottenuti “per capire dove siamo arrivati dobbiamo capire da dove siamo partiti. Siamo una regione che paga i debiti”.

Ricorda la modernizzazione della ferrovia Roma-Viterbo e il raddoppio della linea (154 milioni stanziati), la superstrada Orte-Civitavecchia, il rilancio delle società partecipate Arsial, Astral e Cotral, per poi passare alla sanità che non è più in deficit. Qui fa una lunga lista di posti letto, di costi, di assunzioni, ospedali ritornati alla Asl, investimenti nella rete ospedaliera per 720 milioni, l’abolizione del ticket regionale e la diminuzione dell’addizionale Irpef. E in più. l’importante abbattimento dei tempi di pagamento per le imprese (da 100 giorni nel 2013 a 26 nel 2016), e nella sanità (da 254 giorni nel 2013 a 69 giorni nel 2016), riduzione della spesa e aumento dei livelli di assistenza. “In questa campagna elettorale – chiosa – vige la regola che tutti devono parlare male di tutti, ma noi abbiamo lavorato bene e questo ci ha permesso di andare a testa alta e far considerare il Lazio una regione virtuosa e più trasparente”.

Infine Panunzi parla del progetto San Martino dove la regione ha riaperto alle visite guidate lo storico Palazzo Doria Pamphilj e dove si farà, in accordo con l’Università della Sapienza di Roma, una scuola infermieristica che ridarà vita al dimenticato borgo.

E conclude dicendo:abbiamo lasciato una Regione molto meglio di quando l’abbiamo presa. E’ un motivo in più per andare avanti”. E per il prossimo voto alle urne ricorda: “uccidere questo partito è uccidere la democrazia in questo Paese, perché questo partito si è fatto carico in modo responsabile di anni bui portando fuori dalla crisi questo Paese e la Regione dove vige la dignità è l’elemento fondamentale per il Lazio. Noi ci riproviamo”.  Applausi, flash e complimenti.

 

 

 

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