Elezioni 2018, il premier Gentiloni a Viterbo: “Per il Pd il lavoro è un’ossessione costante”

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO – Le elezioni politiche e regionali del 4 marzo si avvicinano a grandi passi e la politica scalda i motori. Questa sera, 12 febbraio, all’Hotel Salus grande incontro del Partito democratico con il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni giunto a Viterbo per appoggiare la candidata alla Camera per il Collegio proporzionale 01 Viterbo-Rieti Lorenza Bonaccorsi.

Politici in sala (foto MAG)

La parola che ha contraddistinto la relazione del Presidente Gentiloni, è stata prima di tutto lavoro, che deve essere un’ossessione per chi governa, e pone l’accento su altre parole importanti legate alla buona politica del Partito democratico come: donne, punta di diamante della nostra società, innovazione, inclusione, democrazia, ambiente, diritti, sicurezza in contrapposizione all’odio e alla violenza. Ma anche anziani e salute con cure aperte a tutti. E infine Europa, dove dobbiamo restare uniti con tutti i Paesi che sono in una fase economica positiva, a parte la Gran Bretagna. E a testa alta rivendica il lavoro svolto dal governo del Pd che ha portato il Paese fuori dalla crisi economica. La sfida è vincere.

Paolo Gentiloni e Lorenza Bonaccorsi (foto MAG)

“Dobbiamo chiedere il voto- dice Paolo Gentiloni  per tutto ciò che abbiamo già fatto e per le leggi di alto valore sociale emanate dopo venti anni di discussioni (reddito di inclusione, unioni civili e biotestamento), che vale come un trampolino di lancio per quello che ancora faremo. Abbiamo le carte in regola per continuare a governare. Ricordiamoci da dove venivamo. Abbiamo avuto una partenza difficile con un Paese a un passo dal dramma per la crisi del 2010-2012. Disoccupazione e mancanza di lavoro. Oggi la crisi è superata. C’è una congiuntura economica favorevole. Abbiamo recuperato un milione di posti di lavoro anche se la qualità non è ancora buona, con i precari e gli stipendi bassi. Qualche errore è stato commesso, con la sberla tremenda del referendum, un trauma che ci ha indebolito. Gli alleati che hanno con noi governato ci hanno dato credibilità, anche se ci sono ancora molte cose da fare. Possiamo vincere”.

Dopo l’introduzione della candidata Lorenza Bonaccorsi che ha segnato la scaletta degli interventi, sono seguiti i saluti degli altri candidati: Giuseppe Fioroni e Silvia Morongiu (Camera), Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi, (Senato), Luisa Ciambella, Andrea Egidi ed Enrico Panunzi (Regione Lazio per Zingaretti).

Paolo Gentiloni e Lorenza Bonaccorsi, Viterbo (foto MAG)

Ora la parola passa a Lorenza Bonaccorsi  che si presenta e ricorda il suo percorso svolto in Regione Lazio, regione trovata insolvente che oggi, grazie a Nicola Zingaretti, è uscita dal commissariamento per la sanità. Sa che la sfida è difficile, ma dice, ce la faremo. “Bisogna fare attenzione – continua –  alle promesse degli avversari,  promesse da venditori di pentole. La politica può fare tanto, le scelte politiche cambiano il corso della storia. Abbiamo fatto cose pazzesche sulla cultura”. Cita i risultati di questi cinque anni. Un pensiero va al Movimento5s,”se qualcuno li vuole votare, li porto a Roma a vedere in che situazione è. Oppure a Torino, dove non sono capaci nemmeno d’approvare un bilancio”.

Applausi da tutta la sala affollata oltre ogni limite. Nella prima fila, tra gli altri, anche Ugo Sposetti, il sindaco Leonardo Michelini e l’assessore Antonio Delli Iaconi.

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email