In seguito a due nuovi decessi nei campi della Campania, vittime del caldo estremo, le ACLI, con l’associazione professionale agricola Acli Terra, lanciano un appello urgente per la sicurezza e la dignità dei lavoratori agricoli. In queste settimane di temperature record e raccolti intensi, viene ribadito il ruolo cruciale di chi garantisce il nostro cibo, la maggior parte dei quali sono lavoratori stranieri.
Gianluca Mastrovito, delegato nazionale all’immigrazione delle ACLI, e Nicola Tavoletta, Presidente nazionale Acli Terra, chiedono misure concrete a datori di lavoro e istituzioni. È fondamentale ridurre o sospendere le attività agricole tra le 12:00 e le 17:00, le ore più roventi della giornata*, per prevenire i colpi di calore che possono essere fatali.
E’ importante rimodulare gli orari di lavoro, la predisposizione di aree ombreggiate e l’accesso costante all’acqua potabile. Inoltre, è indispensabile fornire formazione per il riconoscimento dei sintomi da calore, affinché i lavoratori possano tutelarsi e chiedere aiuto in tempo.
Nel 2023, un lavoratore agricolo su tre in Italia era straniero, con oltre 362.000 lavoratori regolari che hanno contribuito significativamente al settore. Queste figure, spesso invisibili e vulnerabili, sono essenziali per l’approvvigionamento alimentare nazionale. Tuttavia, molti operano ancora in condizioni di sfruttamento, sotto il ricatto del caporalato e privi delle tutele minime.
“Non possiamo accettare che chi ci garantisce il pane e la frutta sia trattato come forza-lavoro usa e getta,” dichiarano Mastrovito e Tavoletta. L’Italia, che dipende dal loro lavoro, ha il dovere di proteggere, rispettare e valorizzare tutti i lavoratori dei campi, indipendentemente dalla loro origine.







