Emula il terrorista di New York, giovane straniero arrestato a Viterbo

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO – Disagio sociale, solitudine, social web h24 e fanatismo, sono la miscela pericolosa che ha portato Dennis Illarionovs, lettone di 24 anni (nasce a Riga), cittadino italiano e abitante a Viterbo, a postare foto e apprezzamenti nei confronti di Sayfullo Saipov, l’estremista islamico che il 31 ottobre 2017 a New York con un camion ha investito su una pista ciclabile 8 persone, provocandone la morte. E non solo, anche parole farneticanti su Instagram: “È ora di ammazzare i bambini dell’asilo”, accompagnate da un selfie con la pistola in pugno, messaggi che non sono passati inosservati all’F.B.I. statunitense (Federal Bureau Investigation) e alla Digos di Viterbo, anche se non è un terrorista.

Questura di Viterbo, conferenza stampa (foto MAG)

Questa mattina, presso la Questura di Viterbo, la notizia dell’arresto su mandato della locale Procura della Repubblica. Ad illustrare le motivazioni e le conclusioni delle indagini che hanno portato il giovane in carcere per possesso di materiale utile al confezionamento di ordigni esplosivi, è intervenuto il questore Lorenzo Suraci, coadiuvato dalla dirigente della Digos di Viterbo Monia Morelli e dal primo dirigente del Servizio antiterrorismo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza Fabio Berrilli.

“La persona arrestata – spiega subito il Questore –  non risulta avere dei collegamenti con organizzazioni terroristiche. E’ stato arrestato (art 435 c.p.) per possesso materiale esplodente. I successivi accertamenti ci diranno se è collegato o meno a personaggi di associazioni terroristiche. Abbiamo operato nel campo della prevenzione e i successivi accertamenti ci diranno se ci sarà da lavorare”.

“Non ci troviamo al momento di fronte a un terrorista, ma all’esaltazione di un fatto – precisa Berrilli –  questo non significa però che la persona non sia pericolosa perché ha degli aspetti che si sovrappongono a persone che poi hanno commesso attentati in nome dello Stato Islamico. Per il momento non siamo di fronte a un atto di terrorismo. La figura di questo ragazzo è sovrapponibile a uno dei soggetti deboli sui quali la propaganda dell’Isis sta cercando di far riferimento. Ma non fa riferimento alla persona arrestata.

“Questa costituisce un’operazione che rappresenta un caso di scuola per quel che riguarda il sistema di prevenzione della Polizia di Stato che porta a non sottovalutare alcun minimo segnale. Siamo partiti da un like su un attentatore messo sul web e da qui siamo arrivati all’arresto della persona. La collaborazione con l’FBI polizia internazionale, per noi è strumento fondamentale senza il quale non possiamo garantire l’attività di prevenzione in Italia e in tutti i Paesi che si trovano a fronteggiare minaccia jihādista”.

Monia Morelli e Fabio Berrilli (foto MAG)

Alla dirigente della Digos di Viterbo Monia Morelli è affidata la spiegazione dettagliata dell’arresto.

“Abbiamo eseguito la perquisizione, su segnalazione antiterrorismo, per messaggi di apprezzamento all’attentato avvenuto nel 2017 a New York. L’utilizzatore di profili social come Facebook, Instagram aveva il nickname  “papamaialettoXVI” ed era residente a Viterbo. Dennis Illarionovs, la sua storia.

“La mamma – spiega ancora Morelli – si era sposata con un cittadino italiano ed aveva ottenuto la cittadinanza,  il ragazzo la raggiunge nel 2002 in provincia di Viterbo, e per affiliazione diventa cittadino italiano. Nel 2010 la mamma si separa e i due si trasferiscono a Viterbo. Da un anno il ragazzo vive da solo perché la madre si è trasferita in Germania e dal monitoraggio fatto sul soggetto, visto ciò che pubblicava sui social, lo abbiamo segnalato subito per una informativa alla Procura di Viterbo. Lunedì 12 marzo nella mattina siamo entrati in casa, con l’ausilio della Polizia postale e l’Unità cinofila anti esplosivo di una squadra artificieri venuti da Roma, ed abbiamo trovato tutto questo materiale sottoposto a sequestro”.

“Abbiamo trovato – continua ancora –  candelotti artigianali e una miscela con nitrati di potassio (precursore di esplosivi), un candelotto circondato da 70 monetine che con la deflagrazione avrebbe aumentato la sua potenzialità offensiva. Armi e la pistola, verosimilmente quella postata nella foto Istmagram, abbigliamento mimetico ispirato da attività militare. Una foto postata sui social era nitrato di potassio purissimo da far saltare in aria tutto. Abbiamo atteso la convalida del Gip per detenzione e fabbricazione di materiale esplodente, avvenuta nella mattinata di ieri 14 marzo, ed abbiamo proceduto all’arresto”.  Ragazzo che viveva in stato di disagio emotivo senza nessun collegamento con la realtà locale. Viveva in casa, sempre davanti al computer collegato al mondo virtuale di Internet. Usciva per comprare un pacchetto di sigarette e per il necessario cibo. Disoccupato, riceveva dei soldi inviati mensilmente dalla madre per pagare l’affitto, aveva una situazione economica precaria, interessato ai servizi sociali. Non aveva legami con il padre”.

A questo punto i molti giornalisti presenti hanno posto domande del tipo:

D Il giovane aveva sostegno nel Web, quanti accessi? – R- “Per ora fa parte degli accertamenti in corso”, è la risposta.

D- Ha mai mostrato simpatia per l’estrema destra?  –  R- “No, da accertamenti e monitoraggio sui social”

DDove ha acquistato tre chili di nitrato di potassio?  – R-  “Da accertamento, attraverso Internet”

D- E’ stato collaborativo?  – R-E’ stato calmo”

D-Parla italiano? R -“Sì, parla bene italiano, è in Italia dal 2002 ed ha frequentato le scuole in Italia”.

 

 

 

 

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