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Energia, Battistoni (FI): “Dal M5S falsità e memoria corta. Noi stiamo con l’uomo, il lavoro e una transizione sostenibile”

ROMA – “Le dichiarazioni dei parlamentari del M5S contro il ministro Gilberto Pichetto Fratin sono un concentrato di falsità, ipocrisia e smemoratezza politica. Parlano di transizione ecologica proprio coloro che, quando hanno governato, hanno quasi cancellato il settore delle rinnovabili in Italia, bloccando investimenti e facendo fuggire imprese e capitali. Chiedere alla Regione Sardegna se vi fossero dubbi”. Lo dichiara in una nota il deputato azzurro Francesco Battistoni, membro della Commissione Ambiente della Camera.

“Il M5S continua a vivere di slogan ideologici, ma il Paese reale ha bisogno di scelte concrete. Nell’intervista a Il Messaggero il ministro Pichetto Fratin dice una cosa semplice e responsabile: la transizione ecologica non può essere un salto nel buio, né una guerra ideologica contro l’energia, l’industria e il lavoro. Rafforzare la produzione nazionale di gas, completare i rigassificatori, rendere l’Italia un hub energetico mediterraneo significa mettere in sicurezza il sistema, difendere imprese e famiglie e ridurre la dipendenza dall’estero”.

“Come Forza Italia – prosegue – crediamo in una transizione con l’uomo al centro: una transizione ambientalmente ambiziosa, ma anche socialmente sostenibile e produttivamente realistica e giusta. Non accettiamo lezioni da chi ha sacrificato occupazione, competitività e sicurezza energetica sull’altare dell’ambientalismo ideologico”.

“Questo governo, a differenza dei governi a guida Cinque Stelle, sta facendo ciò che loro non ha mai avuto il coraggio di fare: sbloccare le rinnovabili, che sono più che quadruplicate, investire sulle reti, sugli accumuli, sulle infrastrutture energetiche, su un mix equilibrato e sul nucleare di ultima generazione che accompagni il Paese verso la decarbonizzazione senza distruggerne il tessuto produttivo”, aggiunge.

“Tenere aperte alcune centrali per sicurezza, rafforzare le fonti di transizione e pianificare il futuro non è una ‘resa culturale’, come sostiene il M5S: è responsabilità di governo. La vera resa- conclude Battistoni – sarebbe quella di lasciare l’Italia più fragile, più dipendente e più povera”.

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