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Epatite A nel Lazio: casi sotto controllo, due segnalazioni nel Viterbese

di REDAZIONE-

VITERBO – Sono due i casi di epatite A registrati nella provincia di Viterbo, all’interno di un quadro regionale che conta complessivamente 120 contagi, concentrati soprattutto nelle aree di Roma e Latina. Nonostante l’aumento dei casi, le autorità sanitarie rassicurano: nessuno dei pazienti versa in condizioni gravi e la maggior parte risulta già in fase di guarigione.

Dalla Regione fanno sapere che la situazione è costantemente monitorata e che non si registrano ricoveri preoccupanti, né nel Viterbese né nel resto del Lazio. Un nuovo aggiornamento epidemiologico è previsto, ma al momento non si prevedono ulteriori incrementi significativi.

L’origine del focolaio sembrerebbe essere collegata al consumo di frutti di mare crudi, in particolare cozze provenienti dalla Campania. Una partita sospetta è stata ritirata dal mercato già lo scorso 20 febbraio, contribuendo a contenere la diffusione del virus. Anche in Campania, infatti, si è registrato un aumento dei casi associati al consumo di molluschi crudi.

Per prevenire nuovi contagi, sono stati allertati medici di base e pediatri, invitati a sensibilizzare i cittadini sulle corrette norme igieniche e alimentari. Tra le raccomandazioni principali: lavare accuratamente le mani, consumare solo alimenti ben cotti ed evitare cibi crudi o poco cotti, in particolare i frutti di mare.

L’epatite A è un’infezione virale che si trasmette per via oro-fecale, spesso attraverso acqua o alimenti contaminati. Il periodo di incubazione varia tra i 15 e i 50 giorni e, nella maggior parte dei casi, la malattia ha un decorso benigno e autolimitante, anche se non sono escluse forme più severe, seppur rare. Al momento, dunque, il fenomeno appare circoscritto e sotto controllo, ma resta alta l’attenzione delle autorità sanitarie per evitare nuovi focolai.

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