Università Unimarconi

Epifania del Signore, Papa Francesco: “Dio ci ha fatto impastati di desiderio, orientati come i magi verso le stelle”

di WANDA CHERUBINI-

ROMA- Dalla basilica di San Pietro a Roma, Papa Francesco ha officiato la S. Messa per la solennità dell’Epifania del Signore e nella sua omelia ha detto: “Che cosa ha spinto questi magi a partire? Potevano starsene tranquilli invece si lasciano inquietare da una domanda. Dove è colui che è nato? Abbiamo visto spuntare la sua stella. Il loro cuore è assetato di luce, non si trascina stanco nella pigrizia, ma è acceso dalla nostalgia di nuovi orizzonti. I loro occhi sono finestre aperte sul cielo. Benedetto XVI diceva che erano uomini inquieti che non si accontentavano della loro condizione sociale, erano ricercatori di Dio. Questa sana inquietudine nasce dal desiderio. Desiderare significa tenere vivo il fuoco che arde dentro di noi che ci spinge a cercare oltre l’immediato. Desiderare significa accogliere la vita come mistero che ci supera, che ci invita a guardare oltre. E’ come una tela bianca che ha bisogno di ricevere colore. Van Gogh scriveva che il bisogno di Dio lo spingeva di notte a dipingere le stelle. Dio ci ha fatto impastati di desiderio, orientati come i magi verso le stelle. Noi siamo ciò che desideriamo, perché sono i desideri ad allargare il nostro sguardo ed a spingere la nostra vita oltre, oltre una vita appiattita sul consumo. La nostra vita diceva Sant’Agostino è una ginnastica del desiderio. Come per i magi così per noi il viaggio della vita e il cammino della fede hanno bisogno di desideri, di slanci interiori. Tante volte noi viviamo parcheggiati. Ci fa bene chiederci a che punto siamo nel viaggio della fede. Siamo parcheggiati da tanto tempo dentro una religione formale che non scalda più. Siamo solo lingua morta che parla solo di se stessa. Che triste quando una comunità di credenti è stanca e si tracina nel gestire le cose. E’ triste quando un sacerdote ha chiuso la porta del desiderio. E’ triste cadere nel funzionalismo clericale. La crisi della fede nella nostra vita e nelle nostre società ha anche a che fare con la scomparsa del desiderio di Dio con l’abitudine di vivere alla giornata senza chiederci che cosa vuole Dio da noi. Siamo sazi di tante cose ma privi della nostalgia di ciò che ci manca. Ci siamo fissati suoi bisogni, su ciò che mangeremo e vestiremo e ci troviamo nella bulimia di comunità che hanno tutto e che spesso non sentono più nulla del cuore. La mancanza di desiderio porta alla tristezza ed all’indifferenza. Chiediamoci come va il viaggio della mia fede. E’ parcheggiata o è in cammino? Ha bisogno di essere innescata dal desiderio. Ma il mio cuore è ancora animato dal desiderio di Dio o lascio che le delusioni e l’abitudine me lo spengano? Oggi è il giorno per fare queste domande, per alimentare il desiderio. Andiamo a scuola del desiderio. Dai magi, loro ci insegneranno. Guadiamo i passi che compiono e traiamo i loro insegnamenti. Loro partono al sorgere della stella. Ci insegnano che dobbiamo ripartire ogni giorno, perché la fede è un viaggio affascinante sempre alla ricerca di Dio. I magi a Gerusalemme chiedono dove è il bambino, ci insegnano che abbiamo bisogno di interrogativi perché è così che spesso parla Dio che si rivolge a noi più con domande che con riposte. Ma lasciamo inquietarci anche dagli interrogativi dei bambini, dai dubbi delle persone del nostro tempo.  I magi ci insegnano che abbiamo bisogno di una fede coraggiosa, che diventi seme di giustizia, fraternità.  I magi infine ritornano per un’altra strada, ci insegnano a percorrere strade nuove. Dobbiamo camminare insieme in ascolto perché lo spirito ci suggerisca strade.

Al culmine del viaggio dei magi c’è un momento cruciale: quando arrivano a destinazione si prostrano ed adorano il bambino. Il viaggio della fede trova slancio e compimento solo nella presenza di Dio, solo se recuperiamo il gusto dell’adorazione perché il desiderio di Dio cresce solo stando davanti a Dio perché solo Gesù risana il desiderio dalla dittatura dei bisogni, dall’egoismo. Per questo non dimentichiamo l’adorazione, la preghiera dell’adorazione che non è tanto comune tra noi. Avremo la certezza come i magi che anche nelle notti più scure brillerà la stella del Signore. Mettiamoci in cammino verso di Lui, non restiamo in una vita piatta, prendiamo l’inquietudine dello Spirito. Il mondo attende uno slancio rinnovato verso il cielo, Seguiamo la stella che Dio che splende sopra di noi. Sogniamo, cerchiamo, adoriamo”.

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