di REDAZIONE-
VITERBO- Il Comune di Viterbo compie un nuovo passo nel lungo percorso di recupero delle ex terme Inps di strada Bagni, abbandonate da molti anni. L’amministrazione ha infatti affidato alla società Structura l’incarico di redigere il documento di fattibilità delle possibili alternative progettuali, per un costo di 20mila euro.
La scelta è legata alla continuità con il lavoro svolto in passato: la stessa società aveva collaborato nel 2019 alla realizzazione di uno studio preliminare insieme a Federterme Servizi. L’obiettivo è aggiornare quel progetto in base alle risorse economiche disponibili e definire entro il 2026 nuove ipotesi per la riqualificazione dell’area.
La vicenda delle ex terme ha origini lontane. Nel 2001 lo stabilimento passò dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale alla Regione Lazio, con l’idea di realizzare un centro di riabilitazione termale specializzato, anche attraverso il coinvolgimento di investitori privati.
Negli anni successivi il progetto ha incontrato numerosi ostacoli amministrativi e legali, con ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale. Nel 2008 fu creata una società pubblica partecipata da Regione e Comune per rilanciare il complesso, mentre nel 2012 la Regione cedette al Comune la metà della proprietà dell’area.
Una svolta arrivò nel 2014, quando una legge regionale affidò al Comune il compito di individuare un gestore per il complesso. Dopo un protocollo d’intesa nel 2017, nel 2019 venne presentato uno studio di fattibilità, “Il parco termale degli stili di vita salutari”, che delineava alcune possibili funzioni per l’area.
Con il nuovo incarico, il Comune punta ora ad aggiornare quel documento e a individuare soluzioni concrete per recuperare definitivamente il complesso, restituendo alla città un’area strategica legata alla sua tradizione termale.




