VITERBO- Riceviamo e pubblichiamo: ” Il 2 giugno 1946 il voto del popolo italiano segnò, dopo il ventennio fascista, la tragedia bellica, la lotta di liberazione, una svolta nella storia ponendo le basi per costruire, sulle fondamenta della Costituzione, un nuovo patto civile, ispirato ai principi di libertà, uguaglianza e solidarietà.
Oggi, il 2 giugno 2026, celebriamo la Repubblica che nacque da una forte spinta popolare e democratica.
Ne furono protagoniste, in particolare, le donne, chiamate per la prima volta alle urne nella storia d’Italia, per le elezioni amministrative e per le consultazioni del 2 giugno, convocate per scegliere la forma di Stato, Monarchia o Repubblica. Si trattò di una svolta necessaria e indispensabile che esprimeva la volontà di riscatto dell’intera società italiana che poté, così, liberare tutte le sue energie in una condizione di parità per ciascuno e per tutti nell’accesso alle decisioni che riguardavano il futuro e il destino del Paese.
La dignità delle persone, la loro libertà sono le condizioni fondamentali alla base della edificazione dell’Italia repubblicana e democratica. E’ questo patto che ricordiamo il 2 giugno. E il sacrificio di centinaia di migliaia di donne e uomini che misero in gioco la loro stessa vita affinché vincessero la pace, l’unità del popolo italiano, la cittadinanza effettiva per concorrere al bene comune.
L’indebolimento della democrazia che viviamo oggi ci spinge a riflettere e a reagire proprio per tenere fede ai principi sanciti nella nostra Costituzione. In particolare dove dice, all’art. 3, “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Questo è il compito al quale sentiamo di dover rispondere, insieme all’urgenza di ribadire, in ogni circostanza, il bisogno assoluto di pace.
Da troppo tempo ormai la guerra è tornata dentro le nostre vite. Viene combattuta prevalentemente con i droni e con l’intelligenza artificiale ma colpisce pesantemente le popolazioni civili. E’ così in Ucraina, a Gaza, in Iran e ora in Libano. Il caos globale è evidente. Ma proprio perché “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…” serve un cambio di prospettiva per rilanciare la scelta di condividere sovranità con altri popoli, in condizioni di parità, per dar vita a un ordinamento che possa assicurare convivenza pacifica ed eguaglianza fra gli Stati. Serve la ripresa di una forte iniziativa diplomatica e serve l’Europa. Per perseguire la pace sempre. Soprattutto quando sembra che tutto spinga irreversibilmente verso la guerra.
Segretaria Provinciale PD Manuela Benedetti
Presidente Provinciale PD Alessandro Mazzoli









