In 12 concerti e con la partecipazione di oltre 50 artisti, il Festival — ideato da Vittorio Sgarbi e diretto da Massimo Spada — ha offerto un percorso musicale che ha oscillato tra la profondità di Debussy, le melodie sinuose di Dvorák e la vaporosità incantata di Ravel. Sul palco, grandi interpreti internazionali come Beatrice Rana, Kian Soltani, Calogero Palermo, Quartetto Arod e Benedetto Lupo si sono alternati ai giovani talenti dell’Accademia Avos Project di Roma e del Conservatorio di Perugia, creando un dialogo tra generazioni e sensibilità artistiche.“La leggerezza – afferma il Direttore Artistico, Massimo Spada – non è superficialità, ma la capacità di percepire la profondità senza esserne schiacciati. Abbiamo voluto portare questa prospettiva nella musica e nei luoghi del nostro territorio, e la risposta è stata straordinaria. Il pubblico ha risposto con entusiasmo, dalle note delicate di Vocalise agli applausi calorosi per Beatrice Rana. È la conferma che la comunità riscopre e ama la bellezza della musica classica quando è presentata in un contesto di pregio e di accessibilità emotiva.”
E in effetti, il pubblico ha risposto con entusiasmo: oltre 1.300 presenze complessive, con diversi sold out in teatri, ville e chiese. Altre performance indimenticabili: Cello Unlimited, Divertimento, Dai prati e boschi di Boemia e Il filo teso, fino a Luce d’autunno e Leggerezza Romantica, che hanno trasformato ogni concerto in un’esperienza condivisa e memorabile.
Ogni tappa del Festival ha trasformato la musica in un linguaggio di incontro: nelle sale del Palazzo Ducale di Gallese, nella Rocca Farnese di Ischia di Castro, nella Villa Giustiniani di Bassano Romano, nel Santuario di Vallerano o nella Sala Regia di Viterbo, le note hanno raccontato storie, emozioni e suggestioni, restituendo ai cittadini il patrimonio artistico e naturale della Tuscia e generando un turismo culturale consapevole e partecipativo.









