di MARIELLA ZADRO-
“FIDUCIA”, questa la parola dell’anno 2025 scelta dall’Istituto Treccani per sottolineare, in particolare, la necessità di ricostruire legami sociali.
Nell’esame semantico della parola che deriva dal latino “fidere” (affidarsi e coraggio) rappresenta affidamento, sicurezza, speranza e responsabilità.
Il messaggio della Treccani: “Treccani invita a viverla non solo come sentimento, ma come pratica etica e quotidiana per credere in un futuro condiviso”.
Molti filosofi hanno trattato questo tema, per citarne alcuni: Platone, attraverso il mito della Caverna analizza la credenza con la fede e la fiducia; la ricca spiegazione di David Hume per l’utilità nella cooperazione; Michela Marzano che definisce la fiducia come il “cemento delle nostre società”, fondamentale per le relazioni umane e per superare la paura.
Personalmente, proprio questa notte, tra i tanti propositi, vorrei analizzare meglio questa parola: fiducia in, fiducia per, fiducia perché? ma soprattutto fiducia per vivere meglio nell’ambiente in cui viviamo, con le persone che lo condividono.
Molte persone nei vari campi, durante l’anno che ci sta per salutare hanno affrontato il tema della fiducia.
È centrale e assume una valenza ancora più forte grazie al percorso del Giubileo nel magistero di Papa Francesco che lo ha intitolato proprio alla speranza e alla fiducia nel futuro.
Ce lo ricorda anche lo psicologo Umberto Galiberti:” Il presupposto di una crescita sana e consapevole, è un rapporto di fiducia instaurato fin da piccoli. Fiducia che non nasce da frasi fatte, ma da gesti ripetuti: esserci quando il bambino ha bisogno; dare ascolto ai suoi racconti, anche se sembrano piccoli; riconoscere il suo impegno, non solo il risultato”.




