Fioroni ha tenuto a battesimo il nuovo Circolo del Partito Democratico viterbese

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO – C’erano proprio tutti questa mattina all’inaugurazione del nuovo Circolo Unico cittadino del Partito Democratico di Viterbo (via Luigi Galvani 22), e il virtuale battesimo è stato celebrato dal senatore Giuseppe Fioroni in assenza del Vescovo Lino Fumagalli.

Dopo i saluti introduttivi di Luisa Ciambella in un elegante tailleur nero (vice sindaco di Viterbo, presidente della Segreteria provinciale e neo coordinatrice della Segreteria regionale del Pd), la parola è passata al Segretario provinciale dem Andrea  Egidi, in assenza di Martina Minchella (neo mamma del piccolo Tommaso), attuale Segretaria dell’Unione comunale del Pd, che ha posto l’accento sull’importanza della partecipazione collettiva in nuovi circoli politici con l’intento di tenere unito il Pd in vista delle prossime tornate elettorali che si terranno anche a Viterbo.

I saluti sono giunti anche dal padrone di casa Aldo Bellocchio, segretario del circolo di Viterbo e dal suo vice, l’avvocato Antonio Rizzello ed entrambi hanno ribadito l’importanza di riconoscersi in un partito che ha una storia di uguaglianza, condivisioni e ascolto dei cittadini.

Leonardo Michelini (foto MAG)

A questo punto è intervenuto il sindaco Leonardo Michelini reduce dalla giornata storica di giovedì 23 scorso con il premier Paolo Gentiloni, ospite a Viterbo per la firma della convenzione per la riqualificazione urbana che porta 17 milioni di euro, il quale non ha potuto fare a meno di rammaricarsi delle parole lanciate a gran voce dalla destra cittadina che bollano la visita del Presidente come “una sceneggiata elettorale, perché i soldi non ci sono”.

“E’ assurdo – spiega Michelini – perché Viterbo è stata scelta come primo dei cento progetti che riqualificano le periferie. Mai un governo aveva predisposto prima un simile stanziamento”. E rivendica con orgoglio tutto quello che è riuscito a fare per la città dei Papi in questi quattro anni, una Viterbo trovata in una situazione disastrosa. La sua Amministrazione, precisa, ha lavorato bene e i risultati si vedono, ha portato a termine, realizzato e completato il Plus, nonostante le tante carenze, ha dato spazio alla cultura, ha riaperto il Teatro dell’Unione ed ha sempre dato merito all’amministrazione precedente di aver avvito il percorso.

“Amo stare nei partiti – conclude il Sindaco –  o nelle associazioni che aprono le porte alla società. Il partito deve avere un senso di vicinanza con le persone e deve dialogare con tutti. Questa sede servirà a questo. Nel nostro mandato abbiamo trovato i cassetti vuoti, e abbiamo cercato di riempirli”.

I saluti finali di buon augurio sono affidati giustamente al padrino di battesimo, senatore Giuseppe Fioroni che da uomo laico e religioso non ha gradito molto l’assenza del Vescovo Fumagalli, una benedizione non si nega a nessuno, da un partito politico a un negozio di merci, e ha detto: “Siccome non abbiamo possibilità di essere benedetti, nelle catacombe, nel segreto e nel buio, noi  la benedizione ce la facciamo da soli. Non la benedizione vera e propria, ma leggiamo dei testi per chi lavorerà qui. E voi capite che questa cosa non finirà qui…”.

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni (foto MAG)

E continua la sua reprimenda: “Non siamo nel non expedit (disposizione della Santa Sede con la quale il pontefice, per la prima volta Pio IX nel 1874, dichiarò inaccettabile per i cattolici italiani partecipare alle elezioni politiche del Regno d’Italia e, per estensione, all’intera vita politica italiana, ndr), dove i cattolici devono stare in sagrestia perché la politica è brutta e cattiva. L’insegnamento di papa Francesco è completamente diverso e favorisce tutti nell’essere responsabili. Perché se uno ha un problema, uscirne da solo è egoismo, uscirne tutti insieme è politica. Come diceva don Milani. Si benedice una sede, perché chi ci lavora persegue il bene comune. Credo e mi auguro che il vescovo voglia ripensare a questo atteggiamento. Abbiamo ritenuto opportuno recitare una preghiera da soli. Poi, per la verità, il vescovo è autonomo e libero. Ma spetta a ciascuno di noi esprimere ciò che pensa. Per l’infallibilità c’è solo del papa e non il vescovo”.

Tra i presenti anche il deputato Alessandro Mazzoli chiamato poi fuori dal Circolo da una telefonata personale, la consigliera comunale Daniela Bizzarri  e il consigliere regionale Enrico Panunzi che si è affacciato, ha guardato la gran folla ed è uscito anche lui con il telefonino in mano.

Il brindisi finale conclude la mattinata.

 

 

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