Il fiorentino Flavio Favelli illumina il progetto Trevinano Ri-wind con un suo intervento. “Ho pensato che questo muro”, sottolinea, “potesse essere la sede per lasciare un segno, una immagine, una scritta…un’opera”. Un gesto semplice quasi primordiale: lasciare traccia. Trasformare una superficie in racconto. Utilizzando una tecnica molto nobile, importante e un po’ desueta. Che è il mosaico”. Classe 1967 è stato scelto dal curatore programma artistico Davide Sarchioni come una delle colonne portanti che individua in tutto che è contemporanietàcultura chiave di sviluppo e rivitalizzazione del territorio. Soprattutto perché si è speso in giro per il mondo con idee che guardano al futuro. Tappe importanti la partecipazione alle Edizioni 50 e 55 della Biennale di Venezia e la residenza d’artista all’Ambasciata d’Italia a Istambul a cui è seguita quella presso la NARS Foundation di New York.

Flavio Favelli illumina il progetto Trevinano Ri-wind

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