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FNP CISL Viterbo: situazione sociale complessa per i pensionati

La situazione dei pensionati nella provincia di Viterbo (la Tuscia) delinea un quadro socio-economico complesso e, per certi versi, strutturalmente fragile.

I dati più recenti dell’INPS, dell’Istat e le analisi demografiche territoriali evidenziano come il Viterbese sia una delle aree in Italia in cui il peso della popolazione anziana e la dipendenza dal sistema previdenziale pubblico sono più marcati.

I punti chiave che fotografano la realtà attuale sul territorio

Uno degli indicatori più critici è lo squilibrio tra il mondo produttivo e quello previdenziale. Viterbo rientra stabilmente nella “fascia rossa” delle province italiane in cui il numero di pensioni erogate supera il numero dei lavoratori attivi.

Si registra un gap negativo strutturale (quantificato in circa 11.000 unità in meno sul fronte occupati rispetto agli assegni staccati). Questo squilibrio è alimentato da tre fattori locali: il progressivo calo demografico, l’invecchiamento accelerato della popolazione e un tasso di occupazione generale (specialmente quella femminile, storicamente bassa nella provincia) che non riesce a compensare il turn-over generazionale.

L’indice di vecchiaia nella Tuscia è nettamente superiore alla media nazionale: sul territorio si contano ormai quasi 200 anziani ogni 100 giovani, con picchi che superano quota 300 in alcuni piccoli comuni dell’entroterra, soggetti a un progressivo spopolamento. Secondo i dati territoriali, l’Inps eroga circa 188 pensioni di vecchiaia ogni 1.000 abitanti.

Il benessere economico dei pensionati viterbesi mostra forti disparità.

Il reddito medio da pensione di vecchiaia si attesta intorno ai 22.909 euro lordi annui (dati Inps/Sole 24 Ore), posizionando la provincia a metà classifica a livello nazionale (51° posto su 107).

A fronte di questa media, esiste però una fetta consistente e vulnerabile di pensionati che percepisce assegni di basso importo o pensioni minime (spesso inferiori ai 500 euro mensili).

L’impatto sociale: Nelle realtà più fragili della provincia, la pensione (anche minima o di reversibilità) è diventata un vero e proprio “ammortizzatore sociale familiare”.

Molto spesso è proprio l’assegno del nonno o del genitore anziano a pagare le bollette e a sostenere figli o nipoti stringenti nella precarietà lavorativa o nella disoccupazione.

Segretario Generale FNP CISL
Pascucci Aldo