FondAzione, “Il 16 dicembre si intonerà il ‘de profundis’ per le piccole e medie imprese”

Riceviamo da Roberto Talotta, per il Direttivo Comunale di FondAzione, e pubblichiamo.

“Mentre si è tanto parlato della cancellazione dell’IMU sulla prima casa, questione ancora aperta e alquanto confusa, si sono del tutto ignorati gli effetti devastanti che subiranno le piccole e medie imprese presenti sul territorio viterbese, chiamatfondazionee, il 16 dicembre, a corrispondere la seconda rata IMU, dopo quella già versata nel mese di giugno; a conti fatti, si tratta di un vero salasso che coincide con l’aggravarsi di una crisi fortemente condizionata dalle scellerate decisioni governative che, tutto fanno, meno agevolare la ripresa dei consumi e della produttività.

La Tuscia, più di altri dipartimenti, è soffocata da un tasso di disoccupazione a dir poco allarmante e le attività artigianali e commerciali, che dovevano consentire occupazione e crescita, risultano alquanto compromesse per l’enorme carico fiscale a loro appioppato con il recente aumento dell’IVA al 22% e con un’imposta IMU assolutamente sproporzionata rispetto ai consumi delle famiglie, anch’esse asfissiate da un “potere di acquisto” logorato e assottigliato da un’inesistente ripresa economica. FondAzione ritiene non solo scandaloso ma, addirittura scellerato l’aver soppresso la tassa di possesso sulle imbarcazioni di lusso, mentre l’esasperazione fiscale si è abbattuta sulle persone che, pur di lavorare, hanno avuto il coraggio di aprire piccole attività artigianali e commerciali, magari con l’accollo di salati mutui bancari ed ora, beffati e avversati, si vedono gravati da una ripugnante tassa, addirittura triplicata rispetto alla precedente ICI.

Con questo ultimo arrogante espediente fiscale, si sancisce il “de profundis” per tante imprese viterbesi, costrette a chiudere e a licenziare manodopera, aumentando lo stato di miseria di molte famiglie e l’impoverimento di un territorio di per sé già spoglio di possibilità lavorative. Poi, che nessuno si meravigli se il cosiddetto “movimento dei forconi” registrerà un incremento anche con l’adesione di cittadini e di lavoratori della Tuscia, esasperati da un contesto socio-economico che li vede alquanto indeboliti da una Politica che, per come governa il Paese Italia, sembra essere attenta solo ai propri interessi di potere”.

   

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