“Fondazione”, “La Mia Tuscia” e “Tuscia che Lavora” unite sul fronte rifiuti

VIterbo. Poca comunicazione, disagi, isole ecologiche che mancano sono soIMG 1085lo alcuni dei punti che Fondazione, insieme a La Mia Tuscia e Tuscia che Lavora, recrimina alla gestione della raccolta differenziata a Viterbo.

“Non vogliamo fare l’opposizione ‘contro’, ma l’opposizione ‘per’” spiega Paolo Barbieri “I rifiuti non sono né di destra né di sinistra. Semplicemente non riusciamo a capire perché un sistema che evidentemente non funziona, non possa essere rivisto”.

“La raccolta differenziata” prosegue Ugo Biribicchinon è un costo ma un valore e basterebbe vedere come viene attuata in tanti comuni, anche nella nostra stessa Provincia, per prendere ciò che già funziona e migliorarlo, senza voler a tutti i costi fare la ‘novità’ che, all’atto pratico, non agevola il cittadino, anzi crea disagio”. IMG 1083

“Si è partiti con una raccolta differenziata a singhiozzo” aggiunge Marco De Giorgi de La Mia Tuscia “I cittadini lamentano la mancanza di isole ecologiche e, soprattutto, di informazione pertinente. Non si è pensato al disagio per anziani e disabili: è giusto fare la raccolta differenziata, ma ogni cittadino deve essere messo in condizione di farla”.

Carte alla mano, è Paolo Barbieri ad indicare tutti i punti ‘oscuri’ nella gestione del servizio, punti su cui il consigliere Gianmaria Santucci domani interrogherà il sindaco Michelini e l’assessore all’ambiente Saraconi per avere dei chiarimenti.

“Per prima cosa, come già evidenziato” elenca Barbieri “la grave pecca nella comunicazione: un numero verde nel 90% dei casi occupato, come denunciato da molti cittadini; un sito internet non funzionante e neanche un ufficio con personale fisico a dare assistenza.

Poi c’è la questione umido: un grosso problema in quanto non è stato spiegato bene cosa sia questo ‘umido’…tanto per fare un esempio spiccio, il cartone della pizza, che in molti getterebbero tra i rifiuti di carta, in realtà, essendo unto, andrebbe gettato proprio nell’umido.

La terza questione riguarda i vari camioncini che vediamo passare in città a raccogliere i rifiuti e che poi vanno a riversare il loro contenuto in mezzi più grandi: il Comune è al corrente di questo modus operandi? E soprattutto, il trasferimento dei rifiuti viene fatto rispettando la differenziata?

Continuiamo con la ditta che gestisce l’appalto (n.d.r. Viterbo Ambiente) e che dovrebbe occuparsi anche del diserbo meccanico dell’erba sui marciapiedi; bene, su queste carte d’appalto leggiamo che quest’operazione, quando viene svolta, non viene fatta per mezzo di decespugliatori ma con sostanze chimiche…allora ci chiediamo: il Comune e, quindi, la ASL, li ha autorizzati?

Resta da chiarire, inoltre, la questione assunzioni: il Comune ha autorizzato il subappalto fatto dall’azienda a due cooperative? E i lavoratori di queste cooperative che tipo di incarico svolgono?”. IMG 1087

“Indipendentemente da chi l’ha fatto prima” conclude Barbieri “In questi 6 mesi qualcosa doveva e poteva essere fatto per migliorare la situazione”.

Si unisce al coro Paolo Zappi, presidente del consorzio Teverina, che porta la sua esperienza positiva nel campo della gestione della raccolta differenziata “Mi sono occupato in prima persona di sviluppare un progetto similare di raccolta e per quanto riguarda Viterbo saltano subito all’occhio serie criticità nell’esecuzione del servizio, che è il motivo alla base dei disservizi nei quali incorrono i cittadini. Un esempio importante è il fatto che qui a Viterbo si faccia la raccolta dell’Umido e del Secco insieme, fatto che porta a far lievitare i costi di discarica, dove si paga in base al peso”.

“Per quanto riguarda i contenitori da 40 lt” prosegue Zappi “possono andar bene per paesi con massimo 2000 abitanti con case per lo più indipendenti, ma per quartieri popolosi come Santa Barbara, dove abbiamo palazzine con 20-30 appartamenti, dovrebbe essere sviluppato il concetto di mini isole ecologiche di prossimità, che coprono una porzione di circa 1000 abitanti, accessibili con codice a barre ed un minimo di videosorveglianza, evitando quella batteria di rifiuti che troviamo fuori dai palazzi”.

“Ricordiamo che il ricavato della raccolta va al gestore” conclude Zappi “e che dovrebbe servire ad abbattere i costi di conferimento. Dove la raccolta funziona il costo medio annuo per abitante si aggira tra gli 80 e 90 euro, mentre qui a Viterbo se ne spendono circa 150”.

   

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