FP CGIL Polizia Penitenziaria, il coordinatore nazionale Manna chiede misure urgenti in merito alla sentenza n.10/2024

ROMA- In risposta alla recente sentenza n. 10 del 2024 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 18 della legge sull’ordinamento penitenziario, il Coordinatore Nazionale Comparto Sicurezza della FP CGIL, Mirko Manna, chiede misure urgenti di intervento per le implicazioni che tale decisione comporta per il personale di Polizia Penitenziaria e per la dignità delle persone coinvolte.

Manna afferma: “Questa sentenza, pur riconoscendo un aspetto importante dei diritti umani dei detenuti, impone al nostro personale compiti che non rientrano tra le competenze specifiche e che dovrebbero prevedere percorsi di formazione e sostegno di professionisti specializzati che svolgano in equipe queste mansioni, a tutela sia dei detenuti che dei poliziotti a cui compete la sicurezza e sorveglianza e che in questo particolare ambito di responsabilità non possono essere lasciati soli.

Il controllo uditivo dei rapporti sessuali in carcere è un’attività che va oltre le responsabilità professionali degli agenti, creando situazioni di disagio psicologico.”

Mirko Manna sottolinea l’urgenza di esplorare alternative alla detenzione tradizionale: “Dobbiamo orientarci verso soluzioni che favoriscano il reinserimento dei detenuti nella società, riducendo il sovraffollamento carcerario e il carico sul nostro personale. Le pene alternative e i programmi di reinserimento sociale sono strumenti essenziali in questo processo.”

In conclusione, Manna invoca un intervento urgente da parte delle autorità competenti: “Chiediamo al Ministro Nordio e al Presidente Russo di agire rapidamente per sviluppare soluzioni che tutelino la dignità di tutte le persone coinvolte, bilanciando i diritti dei detenuti con le esigenze di sicurezza e ordine all’interno del sistema penitenziario.”

La FP CGIL Polizia Penitenziaria si impegna a lavorare attivamente con tutte le parti interessate per promuovere un approccio equilibrato e umano alla detenzione, rispettoso dei diritti e della dignità di tutti.

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