Frantoi, Bernini (M5S): “Chiarezza e semplificazione per sostenere il made in Italy”

ROMA- “Il governo ha risposto in Commissione Affari Costituzionali all’interrogazione a mia prima firma, riguardante la Certificazione per la Prevenzione Incendi degli impianti di stoccaggio dell’olio d’oliva presso i frantoi e degli altri oli di origine vegetale, ma il sottosegretario non ha purtroppo sciolto alcuni punti chiave della questione“ lo rende noto il portavoce 5 Stelle Massimiliano Bernini, che aggiunge:

“Benché il governo abbia chiarito finalmente che i depositi di olio d’oliva rientrano nelle categorie di rischio di cui il punto 12 dell’allegato primo del Decreto del Presidente della Repubblica 10 agosto 2011 n. 151, questione che ad oggi era solo una mera interpretazione, visto che gli stessi vigili del fuoco sul loro sito nazionale riportavano “il deposito di un frantoio può essere ricompreso al punto 12 dell’allegato al DPR 151/2011 in funzione della quantità depositata”, non possiamo ritenerci soddisfatti visto che le caratteristiche chimico-fisiche dell’olio d’oliva sono ben diverse da quelle delle sostanze anche di origine petrolifera, di cui al punto 12.

Per questo, chiedevamo al Ministro se e quando sarebbero state emanate specifiche regole tecniche o linee guida ad hoc, per la prevenzione incendi degli impianti di stoccaggio degli oli di origine vegetale, difficilmente assimilabile a quelle previste per gli altri depositi di liquidi infiammabili o combustibili. Purtroppo non abbiamo ottenuto alcuna risposta, tantomeno una tempistica certa a dimostrazione di come l’argomento sia sottovalutato dalle istituzioni. Temo che questa lacuna normativa continuerà a comportare oneri eccessivi soprattutto ai piccoli frantoi la cui attività è limitata a pochi mesi l’anno, con ripercussioni sulla competitività delle nostre produzioni.

Se vogliamo tutelare davvero il made in Italy e le nostre eccellenze agroalimentari, quale è il nostro olio, dobbiamo rendere la legislazione più snella e appropriata con norme chiare e procedure semplificate, senza rinunciare ovviamente alla pubblica incolumità”.

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