di REDAZIONE-
VITERBO- L’ondata di furti che da settimane colpisce diverse zone del Viterbese, in particolare la frazione di San Martino al Cimino, è approdata in consiglio comunale accendendo un vivace dibattito sul tema della sicurezza pubblica. Al centro della discussione non solo le misure di prevenzione, ma anche il ruolo dei cittadini dopo le polemiche nate intorno a un gruppo Whatsapp creato per segnalare episodi sospetti, poi degenerato in messaggi dai toni esasperati.
Il consigliere di maggioranza Gabriele Gnignera ha ricordato come il gruppo fosse nato con buone intenzioni ma “sia andato oltre l’obiettivo iniziale”. A lui si è unita la consigliera Lina Delle Monache (Pd), che ha denunciato “dichiarazioni pericolose” e il rischio di incitare alla giustizia fai da te.
Sulla stessa linea anche Umberto Di Fusco, che ha invitato alla calma e alla responsabilità: “Le chat possono essere utili, ma se alimentano paura e tensione rischiano di amplificare l’insicurezza. Parlare di fucili e ronde è inaccettabile: ognuno deve fare il proprio mestiere”.
La consigliera Laura Allegrini (FdI) ha posto l’attenzione sulle carenze strutturali della frazione, sottolineando la necessità di un presidio fisso della polizia locale e ricordando l’iniziativa dei cittadini che hanno individuato venti punti per nuove telecamere.
La sindaca Chiara Frontini ha fatto il punto dopo un incontro con il prefetto Sergio Pomponio, evidenziando che, nonostante un calo generale dei reati, resta critica la situazione dei furti in abitazione. Sono stati quindi rafforzati i controlli nelle aree di San Martino al Cimino, Rinaldone, Tobia e Grotticella.
Frontini ha ricordato inoltre che il Comune ha finanziato 31 nuove telecamere, di cui 21 già installate, e che a San Martino ne sono state aggiunte tre. È proseguita anche l’attività di controllo di vicinato, con 50 sanzioni elevate per violazioni all’ordinanza anti-bivacco.
La sindaca ha infine segnalato un’altra criticità: la gestione dei minori stranieri non accompagnati, che pesa fortemente sul bilancio comunale. “Assistere i 18 minori presenti costa circa 400 mila euro l’anno, ma da mesi non riceviamo fondi dal governo centrale”, ha spiegato Frontini.
Confronto acceso, dunque, in un consiglio comunale che ha messo in luce non solo l’allarme sicurezza, ma anche la necessità di coordinare istituzioni e cittadini per evitare che la paura si trasformi in tensione sociale.










