Gender Mainstreaming, le donne fanno rete per un bilancio di genere più orientato alla persona

genderE’ una cornice d’eccezione, Palazzo Brugiotti, ad ospitare il workshop “Gender Mainstreaming”, promosso dalla Fidapa per discutere del bilancio di genere e delle sue implicazioni politiche, economiche, culturali.

 

Il consigliere Chiara Frontini fa da moderatrice e la presidente della sezione viterbese della Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari Carla Pepponi Bartoleschi, spiega il valore della giornata: “Siamo a Viterbo da più di 15 anni e vogliamo che queste giovani portino avanti il lavoro che abbiamo iniziato.

 

La Fidapa è un’organizzazione internazionale, siamo 12mila in tutta Italia, e tutte insieme dobbiamo tirar fuori la nostra energia. Il nostro presidente inizia ogni conferenza dicendo ‘Action Now’ e conclude con un ‘Vinceremo’!”.genderMainstreaming

“La sala è bella – le parole del presidente della Fondazione Carivit Mario Bruti – ma voi l’avete resa ancor più bella. Della Fidapa non è che sappia molto, però rispetto ad altre associazioni mi ha colpito il tentativo e la capacità di fare proposte e oggi mi pare ci sia molto da ricostruire”.

 

La consigliera comunale Frontini, da cui è partito l’input del workshop ha ricordato come, dopo l’approvazione in Consiglio della mozione, a partire dal 2014 la Giunta approverà il bilancio di genere: “E’ importante che le amministrazioni inizino a ragionare in un’ottica di genere, per capire l’impatto delle scelte pubbliche sugli uomini e sulle donne”.

 

mARussoL’avvocato Maria Antonietta Russo, consigliera provinciale di Parità si è detta soddisfatta dei passi avanti fatti sul bilancio di genere: “Già nel 2008 avevo presentato un ordine del giorno in merito. Oggi possiamo vedere come le politiche delle pari opportunità stiano concretizzandosi. Il bilancio di genere sembra che riguardi solo una parte di una società: niente di più sbagliato, perché il bilancio di genere si riferisce al cittadino, allocando risorse in ogni ambito della vita di una comunità”.

 

Equità, efficacia ed efficienza le tre linee guida di riferimento del bilancio di genere che, come ha potuto illustrare il vicepresidente della Consulta Regionale per le Pari Opportunità, Patrizia Germini, più che allocare risorse a favore delle donne implica una vera e propria rivoluzione culturale: “La Consulta ha il compito di leggere il sistema legislativo e dare risposte adeguate. Il bilancio di genere è uno dei primi strumenti che abbiamo approfondito. Partiamo dalla piattaforma di Pechino: mainstreaming vuol dire assumere una visione completa in tutte le azioni. russopepponi L’Italia ne ha scritto molto, però ha praticato poco. Ci sono tante criticità, c’è un’emergenza di donne che stanno diventando sempre più povere, che si allontanano dai servizi. Le donne tengono perché studiano di più. Abbiamo inserito nell’ultima consiliatura le donne, però siamo nel 2013… Tutta la politica deve diventare valorizzatrice di questa consapevolezza. Uomini e donne non dispongono delle stesse risorse e non hanno le stesse necessità. Il bilancio di genere parte dal riconoscimento che le strutture, i sistemi e le politiche non sono neutre rispetto al genere, ma assumono l’esperienza maschile a modello generale. Quando si mettono insieme anziani e donne non si fa un buon lavoro. Il Gender Auditing del 1984 è una metodologia che consente di analizzare il budget per stabilire l’impatto differenziale delle politiche pubbliche: per esempio per la realizzazione di un nuovo ospedale è necessario studiamo i percorsi di arrivo, gli orari dei mezzi pubblici. Le donne prendono di più i mezzi pubblici ma gli orari spesso non sono adeguati. Il bilancio di genere perché non si fa? Non perché costa di più, ma perché è più complesso… Bisogna acquisire una visione di genere che non è scontata”. Il fattore dimensionale gioca comunque a favore delle piccole realtà come Viterbo: la Germini ha sottolineato l’esigenza di lavorare soprattutto a livello locale: “Quando lo faremo in Regione o a livello di Stato avremo superato la Svezia e dato che siamo molto indietro…” .

germini“Equità, Efficienza, Efficacia: non può esserci un bilancio di genere che non sia partecipato. E’ importante fare rete: questo tavolo è già un bel tavolo, è la prima volta che abbiamo il mondo delle imprese, delle associazioni ed il mondo politico. Parità e uguaglianza in quanto fattori di qualità del tempo di lavoro e qualità della vita personale. Viterbo credo sia un posto che ha già maturato un percorso ma fintanto che non c’è una presenza di soggetti umani, non solo donne, sensibili alle questioni di genere è difficile parlare di bilancio di genere. Se sul territorio c’è una governance armonica, le donne vivono meglio e tutti vivono meglio”.

 

Colorato di ottimismo, nonostante le ben note difficoltà dell’imprenditoria non solo femminile, l’intervento di Serenella Papalini, presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio: “Il lavoro femminile, il lavoro imprenditoriale risentirebbe sicuramente in maniera positiva del bilancio di genere. Qualcosa sta cambiando, sia dall’alto che dal basso. genderMainstreaming2Le donne hanno ben capito che se vogliono lavorare il lavoro se lo devono inventare e dall’alto le istituzioni hanno capito che la creatività femminile è un valore economico, va sempre supportato e valorizzato. In Inghilterra puntano forte sull’imprenditoria femminile come rilancio dell’economia generale, e puntano sul bilancio di genere. Durante l’incontro “Donne che aiutano le donne”, giornata dedicata alle donne imprenditrici, abbiamo avuto 105 donne provenienti da Viterbo e provincia per parlare delle loro idee, per parlare delle loro attività: ripeteremo questa esperienza a gennaio e giugno. Questa è la tesimonianza che le donne si stanno muovendo. C’è un’attenzione particolare anche dalla Regione Lazio, l’assessore al Lavoro lucia Valente ci ha coinvolto in diversi progetti che ora sono in fase embrionale, ma che a gennaio 2014 sbocceranno. Un esempio concreto della creatività delle donne: un gruppo di ragazze pochi giorni fa ha presentato al Comune di Viterbo un progetto di animazione nell’ambito della pedonalizzazione del centro storico di Viterbo: loro presentano un percorso sensoriale da far svolgere nel centro affinché la quadrogente rivada al centro, un percorso che verrà dislocato in sei locali, ogni locale un senso, l’udito, il tatto, ecc. ed il visitatore sarà sollecitato a percorrere questo percorso, fino ad arrivare al sesto senso che sarà rappresentato dalla musico-terapia attiva: solo le donne potevano pensare una cosa del genere. Poi sarà il mercato a decidere, ma credo che queste ragazze meritino una possibilità…”.

 

La fresca delegata alle Pari Opportunità del Comune di Viterbo Daniela Bizzarri prima chiede ed ottiene un minuto di silenzio per le vittime del nubifragio in Sardegna poi attacca: “Leggere i bilanci in chiave di genere significa ristrutturare entrate ed uscite. Esistono differenze tra uomini e donne. Un Ministro una volta disse: non è detto che una donna debba fare da badante ai nonni e curare anche i nipotini. Ma sfido qualunque donna che ha un genitore che non sta bene a non occuparsene. Fare rete al di là delle connotazioni politiche: forse non ho fatto carriera proprio perché sono trasversale. Quando si mira un obiettivo si arriva uniti alla meta. Chi arriva per primo solitamente è solo…”.gender2

 

A chiusura dell’incontro le parole della vicepresidente della Confartigianato Viterbo Fosca Mauri Tasciotti: “Condivido l’idea di trasversalità. Da vecchia frequentatrice della politica so che si parla di bilancio di genere da 30 anni. Ma oggi il momento è felice. Ci hanno chiamato tetto di cristallo, l’altra metà del cielo: per me è importante collaborare. Il bilancio di genere non riguarda le donne, riguarda la persona. Dopo la Lombardia il Lazio è la regione col maggior numero di imprese femminili. Ci sono criticità ma anche opportunità: la Regione ha ottenuto la possibilità di avere microcredito per 7000 euro da restituire in 20 anni. Ci sono imprese femminili che assumono, che crescono”.

 

Perché le donne, oltre a fare le mamme, le mogli, la nonne, sanno fare anche impresa. Con coraggio e caparbietà.

   

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