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Gente che aiuta la gente”: ALSI OdV celebra l’umanità degli infermieri con il cinema d’autore

ROMA – Si è concluso, presso la sede dell’ANICA a Roma, l’evento “Gente che aiuta la
gente”, promosso da ALSI OdV (Associazione di Stomizzati e Incontinenti) in collaborazione con FP CGIL e Ontani Salute. L’iniziativa ha unito la proiezione del film candidato all’Oscar “L’ultimo turno” della regista Petra Volpe ad un sentito dibattito sul ruolo cruciale, spesso invisibile, degli infermieri nel sistema sanitario e nella vita dei pazienti.
L’incontro è stato un tributo collettivo di riconoscenza verso la professione infermieristica, il cui lavoro quotidiano unisce tecnica, silenziosa dedizione e umanità, pilastri fondamentali per la guarigione e l’equilibrio sociale, specialmente per pazienti fragili socialmente come gli stomizzati (sono circa 80.000 soggetti a prevalenza maschile ed età avanzata ma, negli ultimi anni, in rapido allargamento su fasce più giovani).
Uno sguardo del Cinema sulla Cura Umana
ALSI OdV, che tutela gli interessi e le necessità degli stomizzati (persone che convivono con ausili protesici addominali o urologici), ha scelto il linguaggio cinematografico per affrontare il lato più complesso della cura, l’indispensabile relazione tra tecnica medica ed esigenze umane.
La stomia è una condizione che richiede un sostegno specifico e qualificato, in primis quello degli
stomaterapisti (infermieri specializzati). Come ha sottolineato il presidente di ALSI OdV, Antonio Menconi, la loro figura è fondamentale nel percorso di autonomia di pazienti che devono ristabilire il senso della vita: il 75% degli stomizzati dimessi dall’ospedale (il dato è omogeneo a livello internazionale) entro i primi sei mesi di ingresso nella nuova condizione, torna nel SSN con aggravamenti sanitari anche di un certo rilievo ma, soprattutto, con un profondo senso di smarrimento e rifiuto della nuova condizione. Gran parte degli stomizzati, nonostante abbiano superato malattie od incidenti gravi grazie al “sacchetto sull’addome”, interrompe le relazioni sociali.
L’iniziativa ha visto la partecipazione di infermieri, medici, pazienti/utenti e altri operatori del sistema, offrendo un’occasione unica di dialogo. La regista Petra Volpe, collegata da New York, ha condiviso il suo sguardo lucido e mai retorico sulla professione, che emerge con forza nel suo film.
Confronto e Riconoscenza: la crisi del sistema e il valore della relazione
Dopo la proiezione del film, che ha immerso il pubblico nella quotidianità ospedaliera, il dibattito coordinato dalla giornalista scientifica Eva Benelli (Zadìg, editore di Scienza in Rete) che è intervenuta sul rapporto tecnica/umanità, ha riunito voci di utenti, caregiver, operatori sanitari e sindacali.
Pur emergendo il tema della contrazione del sistema sanitario pubblico e delle complessità burocratiche, argomento messo a fuoco con precisione da Flavio Pizza di Ontani Salute, il focus principale è rimasto sul valore irriducibile della relazione di fiducia tra infermiere e paziente.
“Finalmente un’occasione per restituire visibilità a un’umanità operosa troppo spesso invisibile,” ha
dichiarato il fondatore di ALSI OdV e storico professore della Sapienza Università di Roma, Filippo La Torre. “il film di Petra Volpe ha saputo far emergere in modo toccante un mondo che merita di essere raccontato e sostenuto, perché la cura riguarda tutti noi.”
L’iniziativa ha registrato la significativa presenza di rappresentanti della Regione Lazio, dirigenti ASL ed esponenti del mondo accademico e scientifico.
La mattinata si è conclusa con la consapevolezza che l’incontro tra cinema e impegno civile e sociale può diventare un potente veicolo di dialogo, riflessione e profonda riconoscenza verso la “Gente che aiuta la gente”.

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