Geotermia, l’intervista “clone” al dottor Cipriani e i dubbi di Leoni (Meet Up 5 Stelle)

Nell’acceso dibattito sull’opportunità di investire anche nel Lazio e nel viterbese sull’industria geotermica si inserisce un’interessante intervista al dottor Francesco Cipriani, direttore dell’Agenzia Regionale di Sanità della Toscana.

La Geotermia sul Monte Amiata è presente dalla fine degli anni ’50 e rappresenta un argomento molto scottante e dibattuto sopratutto per quanto concerne l’impatto ambientale, la ricaduta sul territorio, lo snaturamento del pregiato territorio toscano e la salute dei suoi abitanti e turisti, nonché la salvaguardia dei suoi prodotti tipici quali funghi, castagne, olive.

Della vicenda, da diversi mesi, si è interessato, tra gli altri anche il Meet Up di Bassano Romano che, con un comunicato, ha espresso alcune considerazioni. “La regione Toscana, in linea teorica – scrive il coordinatore Carlo Leoni – sembra molto attenta alla protezione di tutti i valori sopracitati tanto che se analizziamo “le carte” e le modalità di sorveglianza ambientale tramite ARPAT e della salute tramite ARS verrebbe la voglia di dormire sonni tranquilli. All’atto pratico, però, si rimane allibiti da quanto poco interesse sia esplicato nella attuazione delle clausole di salvaguardia messe in atto con accordo di programma del 2007  tra regione Toscana, enel,i 15 comuni geotermici, i 5 presidenti delle comunità montane, e i 3 presidenti delle province di Grosseto, Pisa, Siena. L’articolo 9 comma 2 dell’accordo citato dice: In relazione agli interventi da effettuare nell’area dell’Amiata, per la Regione Toscana la possibilità di dar corso agli atti di propria competenza, ivi compreso il rilascio dei nuovi permessi di ricerca e di sfruttamento, le autorizzazioni alla realizzazione di nuovi impianti, la proroga o il rinnovo delle concessioni attualmente in essere, resta subordinata all’esito della ricerca che verrà condotta sui rischi di inquinamento aria/acqua conseguenti allo svolgimento dell’attività geotermica, sia ai risultati dell’indagine epidemiologica che verrà condotta da ARS”.

Ricordiamo che l’ARS è l’Agenzia regionale di sanità della Regione toscana e il dott. Francesco Cipriani il direttore. Da anni i vari movimenti che sono nati per la tutela della salute e dell’ambiente dell’Amiata geotermico esprimono il loro autorevole parere, attraverso portavoce qualificati (ricercatori a livello universitario): l’inquinamento geotermico parrebbe provocare un aumento di tumori nelle popolazioni  interessate dalle centrali. La ARS dice: è chiaro che si tratta di segnali, indizi, non prove decisive. Nell’area sud (quella amiatina) la mortalità è più alta rispetto all’atteso, ma Carlo Leoni dei Meetup 5 stelle ha sempre fatto presente l’accordo di programma del 2007 art. 9 comma 2. Tale posizione è stata ribadita più volte nel corso dell’incontro pubblico organizzato a Santa Fiora il 19 dicembre 2015.

Il coordinatore del Meetup 5 Stelle di Bassano Romano si chiede, in sostanza, se tale accordo sia mai stato attuato. “In rete – sottolinea Leoni – si possono leggere alcune interviste al dottor Cipriani che ci fanno rimanere un po’ perplessi. L’intervista contenuta nell’articolo del giornale on line distrettoenergierinnovabili.it del gennaio 2016 (http://www.distrettoenergierinnovabili.it/der/s/geotermia-news/notizie/geonews/questione-geotermia-sullamiata-intervista-al-dott-francesco-cipriani-direttore-dellars-toscana), è quasi la stessa intervista del 27/03/2013 (link: https://www.ars.toscana.it/it/press-room-geotermia/1694-questione-geotermia-sullamiata-intervista-al-dott-francesco-cipriani-direttore-dellagenzia-regionale-di-sanita-della-toscana.html).

Ci chiediamo  come mai venga ripetuta la stessa intervista? Quale sarebbe lo scopo dell’articolo pubblicato? Il dottor Francesco Cipriani direttore dell’ARS è a conoscenza di questa anomalia?”.

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