“Gesù porta della misericordia”, incontro con l’autore Monsignor Vincenzo Paglia

di MARINA CIANFARINI-

VITERBO –  Si è svolto, nella mattinata di oggi, presso la sala Alessandro IV del maestoso Palazzo dei Papi, l’evento, a cura di Caffeina, dedicato al dibattito intorno al libro “Gesù porta alla misericordia” ad opera del giornalista Gianni Scipione Rossi e del suo autore Monsignor Vincenzo Paglia.

L’incontro è inserito nel programma “Jubilate” che, tra arte, fede, musica ed eleganti spettacoli accompagnerà la città viterbese fino al 27 marzo.

“Gesù porta della misericordia”, come ha espresso con piacere il suo autore Monsignor Vincenzo Paglia é in ristampa, a dimostrazione di come un libro e il suo contenuto possano ancora toccare l’anima di chi li contempla.

Il giornalista Gianni Scipione Rossi ha rivolto una serie di domande al creatore dell’opera ponendo, inizialmente, l’accento sul significato di “Giubileo”.

Monsignor Vincenzo Paglia ha, quindi, detto: “Siamo in un tempo particolare e quello che andremo a decifrare è un termine importante. In passato l’evento destava titubanza. Pensiamo a Bonifacio VIII e a quello che si respirava in quegli anni. “Ricominciamo tutto da capo” sembrava essere lo “slogan” appena mostrato.

libro-mons.pagliaAlla fine del 1299, in Italia, in particolare nelle regioni del centro sud, numerosi laici iniziarono a sentire un bisogno di rinnovamento della vita, con un grande senso di perdono da chiedere a Dio. Francesco d’Assisi quando salutava con l’espressione “pace” lo diceva esattamente per questo.

I laici- ha proseguito Monsignor Vincenzo Paglia- partirono dalle zone umbre di Gubbio, Perugia e s’avviarono in un lungo pellegrinaggio, passando per i paesi portando la serenità tra le famiglie in lotta. Non è un caso che, oggi, nella città di Terni sia ancora possibile ammirare dei dipinti che ricordano “gli angeli della famiglia”.

Papa Bonifacio VIII, che viveva in San Giovanni in Laterano, venne a sapere dei laici e rimase stupito da tale fervore. Accettò di indire il Giubileo, esattamente il 21 febbraio, Festa della Cattedra di San Pietro, ma con una data anticipata (1 gennaio).

Gianni Scipione Rossi ha, poi, chiesto all’autore di illustrare i contenuti del libro.

“Esso ruota intorno a due termini: “Gesù” e “Misericordia”, tutto il libro parla solo di Cristo e ho chiamato quattro illustri artisti per dar vita a delle opere tra le pagine.

In un mondo dove è raro il perdono, frequente la guerra, l’oppressione, l’egoismo è necessario questo grande evento affinché si parli di solidarietà, sostegno e vicinanza.

La copertina mostra Gesù con un povero sulle spalle, scelta non casuale. Nel retro, invece, potete notare la Porta del Paladino di Lampedusa.”

Da qui il confronto sul fenomeno attuale della migrazione e la domanda del giornalista: “E’ possibile applicare le parabole di Cristo, oggi, di fronte a questi eventi?”

“Non solo è possibile ma è saggio, è sapiente.”

jubilate,-libro-mons.PagliaMonsignor Vincenzo Paglia ha rivolto l’attenzione sul difficile sbarco dei migranti e sulle condizioni umane che si respirano a Roma, precisamente a Sant’Egidio, dove ogni giorno giungono a chiedere aiuto numerose persone, anche italiane ( quotidianamente 400-500).

“Il Giubileo- ha continuato l’autore- è una maniera di riequilibrare la società, ove altrimenti il conflitto sarebbe inevitabile. Sono stato a Damasco, una città che non credevo respirasse la guerra e invece ho trovato, nel luogo nel quale soggiornavo, sacchi di sabbia alla finestra. Ho conosciuto una famiglia spezzata, i due bimbi, usciti sul balcone di casa, erano stati uccisi da una granata, entrambi.

Penso alla Siria. Fermare l’esodo è impossibile senza la pace. Dodici milioni di siriani sono scappati, alcuni sono nel sud del paese ove i bambini non ricevono istruzione e assistenza, i medici sono partiti e hanno lasciato quella terra (precisamente 50.000).

Nel mio libro ricordo la parabola de “Il Figlio e il prodigo” e di come si parli anche di un conflitto familiare.

La famiglia è fondamentale, è il cardine della società. E’ lì che si apprende il “vivere insieme tra diversi”, Cicerone la definì “principio della città, scuola della Repubblica”.

Se in questa “scuola di vita” non si va da bambini è impossibile comprenderla.

Se una famiglia non accoglie i propri figli piò accogliere uno straniero?

“Misericordia” è composta da due termini: misero e cuore e sottolinea il saper commuoversi per chi è più debole.”

Il giornalista Gianni Scipione Rossi ha concluso chiedendo all’autore cosa volesse mostrare con la descrizione dell’incontro tra Gesù e il ricco.

“L’amore, esattamente questo. Un modo sciocco e politico è amare gli uni e disprezzare gli altri.

L’amore salva, ci salva, Papa Francesco lo traduce con “Andiamo verso la periferia”, una prospettiva spirituale e piena di sentimento.

Monsignor Paglia ha, infine, ringraziato i presenti ricordando quanto l’aiuto anche del più piccolo essere vivente possa arricchire e portare gioia.

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