di MARIA ANTONIETTA GERMANO –
VITERBO – La terza conferenza della XVI edizione dei Pomeriggi Touring 2026 dal titolo “Tuscia Grandi Firme”, promossa dal Club di Territorio di Viterbo del TCI a cura del console Vincenzo Ceniti, è stata dedicata con grande successo alla figura dello scrittore, regista, sceneggiatore, attore, pittore e drammaturgo Pier Paolo Pasolini (1922 –1975), amante della Tuscia, che a cinquant’anni dalla morte è più che mai attuale, avendo il poeta lasciato ai posteri il suo pensiero illuminato che verte su critica e denuncia della “mutazione antropologica” degli italiani, causata dal consumismo e contrapposta alla perdita dei valori tradizionali e alla sacralità delle culture contadine.
Il ciclo di conferenze si svolge con il patrocinio e il sostegno della Fondazione Carivit, in collaborazione con Fidapa, Inner Wheel, Serra Club Viterbo e Associazione Culturale “Nimpha” .
Nell’ultimo venerdì di aprile e di maggio 2026 verranno ricordati anche altri due grandi artisti che hanno avuto rapporti di varia natura con il Viterbese, come il compositore Giacomo Puccini e l’architetto Paolo Portoghesi.
Ieri, 27 marzo, la Sala Conferenze del Museo della Ceramica della Tuscia di Palazzo Brugiotti, sede della Fondazione Carivit (via Cavour 67) ha visto al tavolo dei relatori un altro illuminato ospite, il prof Gianluca Zappa, saggista e docente di letteratura al Liceo Mariano Buratti di Viterbo.
Ad illustrare la conversazione è il console del TCI Vincenzo Ceniti, che ringrazia il presidente della Fondazione Carivit Luigi Pasqualetti per l’ospitalità e il sostegno e ricorda brevemente il luogo del Viterbese più amato da Pasolini, il borgo di Chia (Viterbo), paesaggio più bello al mondo, dove si era fatto costruire una casa tra gli alberi, vicino a una torre medioevale, sopra le acque delle cascatelle, forre di fosso Castello, sentiero dei vecchi mulini, che poi scelse come luogo ideale per girare la scena del Battesimo nel film ‘Il Vangelo secondo Matteo’ (1964). A Chia ora vigila sul territorio la Ninfa, una grande scultura del poliedrico artista Marco Zappa (che ha in progetto di farne altre, ndr).
“Perchè abbiamo scelto lui per questa conferenza?” chiosa Vincenzo Ceniti. “Perchè – spiega- l’anno scorso al concorso “I colloqui fiorentini” ha guidato a Firenze 20 ragazzi del liceo dove insegna, ed ha vinto di nuovo il primo premio, questa volta sulla figura di Pier Paolo Pasolini. E mi è sembrato utile, oltre perchè è mio nipote, di farci comunicare le ultime ricerche che ha fatto sull’artista. Applausi di condivisione dal pubblico.
La parola passa al prof Gianluca Zappa che precisa: sarò breve. “Le conferenze del Touring hanno rapporti con il territorio. Quando un anno fa (le conferenze sono progettate un anno prima, ndr) mi è stata proposta questa conferenza, eravamo proprio nell’anniversario dei 50 anni dalla morte con tante manifestazioni in giro e mi sono chiesto: cosa posso dire di più su Pasolini e Viterbo, su Pasolini e la Tuscia? Tante le cose già dette su Chia, casa, film, chi ha lavorato con lui nel famoso film “Il Vangelo secondo Matteo”. Sappiamo che Pasolini frequentava a Viterbo lo storico Bar Schenardi, molti giovani viterbesi lo hanno conosciuto, lo hanno incontrato e magari nemmano si rendevano conto di chi avevano davanti. Poi hanno capito che era Pasolini. C’è gente che potrebbe raccontare tante storie interessanti e molto più informati di me che all’epoca ero piccolo. Quando è morto il 2 novembre del 1975, io avevo 11 anni. Però posso dire che sono contemporaneo. Allora mi sono chiesto, che taglio possiamo dare a questa conferenza? E siccome eravamo freschi dall’incontro su Pasolini a Firenze, ho pensato: prendiamo spunto da alcuni riferimenti che ci sono sul territorio nelle opere di Pasolini per far capire qualcosina di lui, perchè è un personaggio veramente grande, grande, grande che si presta a tante interpretazioni, che ti apre tante strade di riflessione”.
“Come titolo ho scelto – precisa ancora Zappa – ‘Io sono una forza del passato’. Uno dei suoi grandi messagi, amiamo il nostro passato, preserviamo il nostro passato. E cercherò di farvi capire quanto fosse importante per lui il passato e partirò da una strana diapositiva che raffigura una foto di piazza San Pellegrino a Viterbo dove sono visibili, in posa, alcuni paesani dell’epoca che guardano attoniti una macchina moderna parcheggiata, mai vista prima, attorniata da ragazze in shorts, capelli al vento e tante valigie. Foto di una copertina (1958) di una rivista americana comprata da me su una bancarella dei libri usati. PPP ha 36 anni, nel 1958 pubblica un libro di poesie “L’usignolo della chiesa cattolica” in un anno importante, perchè muore suo padre Carlo Alberto con cui ha sempre avuto un pessimo rapporto. Così sua madre Susanna diventa fondamentale nella sua vita, lui vivrà sempre con lei, perchè l’ama tantissimo.
“Vi invito a una riflessione – continua il prof Zappa nella sua esaustiva chiacchierata – Nel 1963-’64 cosa accade? Scoppia in tutto il mondo la mania dei Beatles, il gruppo musicale britannico, formato a Liverpool nel 1960 e composto da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr. Ciò significa una rivoluzione dei costumi: capelli di un certo tipo, musica, vestiti. A Roma di apre il Piper, locale dove si va a ballare la musica rock. E nel giro di pochi anni anche quelle ragazzine che oggi vedete immortalate vicino ai genitori, nell’immagine del 1958, vestite con il grembiulino, magari saranno quelle che indosseranno pantaloni a zampa di elefante, minigonne, e i ragazzi saranno “i capelloni”…. Nel giro di pochissimi anni c’è stato un cambiamento enorme, travolgente. Pensate che differenza. Tutto in pochi anni di distanza.
“Ma presto ci sarà una spaccatura enorme generazionale e le mamme non capiranno niente di quelle ragazzine e ragazzi. Saranno completamente diversi. Si sta per avvicinare qualcosa di epocale che Pasolini ancora non ha capito. Questo è il suo grande rammarico, nel 1958. Ma che negli anni successivi, capirà benissimo. E addiruttura con una lettura lucidissima ci parlerà di una rivoluzione che ha portato a una mutazione antropologica, cito da “Scritti corsari” che pubblica sul Corriere delle sera nel 1974, e lui muore nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975. E’ l’ultimo Pasolini. In una corrispondenza con Calvino dice: “E’ questo mondo contadino preindustriale che io rimpiango, gli uomini di questo universo non vivevano un’età dell’oro, ma l’età del pane. Consumatori di beni estremamente necessari, ed era questa che rendeva necessaria la povera e precaria vita, mentre è chiaro che i beni superflui rendono superflua la vita”. In questa illustrazione del 1958 vede l’incontro tra la gente dell’età del pane e la gente dell’età del superfluo. Scorrono sullo schermo slides e immagini di film di Pasolini che chiariscono il racconto. Applausi.
Una interessante lezione-conferenza-dialogo che il pubblico presente ha ascoltato in totale “silenzio sacrale”, come ha sottolineato in chiusura Vincenzo Ceniti, “Perchè – dice – hai presentato in modo egregio questo personaggio di cui conoscevamo degli episodi a tratti.Lo scopo era questo… Sei un docente di letteratura ma sottosotto sei un attore, un comunicatore, una persona persuasiva e sei…un geniaccio!! Perchè hai dimostrato in questo tempo che abbiamo passato insieme, le tue virtù. Direi che io vengo dal mondo del turismo e di conseguenza ho la mania di vedere tutto in funzione di una visita. E quel desiderio che aveva Pasolini della mobilità lenta, del sostenibile, dell’individualità, del camminare nel borgo, della cucina tipica, sono tutte risposte che si stanno cercando di dare oggi di fronte a questa massificazione del turismo. Per cui sei stato molto persuasivo in questo, e ti ringrazio. E ci hai in qualche modo indicato alcuni luoghi che noi, nella trascuratezza della giornata, non vediamo piu. Avete visto il paesaggio di Orte come descritto da Pasolini? Andatelo a vedere. Quanti di voi sono stati a Chia? A parte Marco Zappa, che ha creato la scultura gigante della Ninfa, una risposta moderna a un sentimento gioioso che si ispira al bosco. Credo che questo premio che hai conseguito con i ragazzi a Firenze, sia molto meritato. Perchè ha portato a livello nazionale dei ragazzi viterbesi”. Applausi.
Risponde commosso Gianluca Zappa: “Queste considerazioni su Pasolini, questa strada è importante, è il futuro. Il futuro di questo territorio. Quella strada di ciottoli (l’immagine del film di Pasolini che ha fatto vedere in video, ndr) che non serve a niente. Sento gente che dice Viterbo è bella, bellissima, e da viterbese mi dico: cosa c’è di bello? Perchè noi pensiamo che sia brutta. Invece è proprio bella, e parla. E Pasolini questo lo sentiva. Il fatto che ancora vengono a girare dei film storici da noi, è perchè in qualche modo, nonostante c’è questo obbrobrio del palazzone di fronte a Porta Romana, nonostante questo, c’è una città abbastanza vergine. E devo dire che le persone semplici che si vedono in quella immagine di copertina della rivista, ci sono ancora a Viterbo, anche se vestono abiti diversi, sono persone ricche di valori e di temi legati al territorio, alla tradzione. Quelle persone esistono e sono, come diceva Pasolini :“il mondo è dei bravi, e i Cojoni se lo godono” per davvero, ma nel senso buono.
Applausi e ancora applausi dal fantastico zio Vincenzo Ceniti e da tutti i presenti. Alla prossima.










