Giorgio, un ragazzo davvero speciale

giorgio graziotti 1Un ragazzo speciale, orgoglio dell’Ateneo della Tuscia. E’ Giorgio Graziotti, ventiduenne viterbese, studente modello che frequenta attualmente il secondo anno del biennio di specializzazione in Filologia moderna, indirizzo Scienze delle lettere e della comunicazione multimediale, dell’Unitus.

Giorgio, studente con qualche difficoltà, ha dimostrato che la volontà può superare ogni ostacolo e andare al di là di ogni impedimento.

L’anno scorso Giorgio Graziotti ha partecipato, nell’ambito del programma Erasmus, ad un periodo di sei mesi di studio all’estero, nella città spagnola di Siviglia, per completare il suo percorso universitario. E ora racconta la sua incredibile storia.

 

giorgio graziotti 2“La mia esperienza Erasmus è stata una vera e propria scommessa con me stesso – racconta Giorgio – Avevo fatto domanda per puro caso ma non credevo che la mia richiesta potesse esser presa in considerazione. Per questo la notizia che la mia domanda era stata accolta e che avevo tutti i requisiti per essere ammesso al progetto Erasmus mi è arrivata addosso come una doccia fredda. Il mio timore cresceva di attimo in attimo. E nello stesso tempo aumentava la titubanza. E’ difficile per un ragazzo della mia età pensare di partire e andare all’estero per qualche mese. Non volevo lasciare il mio mondo, la famiglia, gli amici, gli affetti. Ero spaventato e assalito da continui ripensamenti ed ansie. A tutto ciò si aggiungevano le discussioni con mia madre, che mi ha sempre spinto, più di ogni altro, ad intraprendere questa avventura. Ora mi rendo conto che devo tutto a lei. Se la mamma non mi avesse convinto e tranquillizzato non avrei mai potuto raccontare di aver vissuto questa fantastica esperienza. Mi ripeteva: ‘tu intanto ora devi provare. Poi, se dovessi trovare qualche difficoltà, fai sempre in tempo a tornartene a casa’. Aveva ragione. Lei mi ha accompagnato a Siviglia ed è stata con me le prime due settimane. Mi ha aiutato a cercare un alloggio e ad ambientarmi in quel nuovo mondo”.

Un mondo che Giorgio ha subito fatto suo, trovando tanti nuovi amici che l’hanno accolto con affetto.

“Avevo una paura folle – ricorda – e tra i tanti punti interrogativi che mi ponevo c’era quello del rapporto che avrei potuto instaurare in un paese straniero, con una mentalità diversa dalla nostra e anche una lingua differente, col nuovo ambiente accademico, con i docenti, con i compagni di corso e tutto il resto. Invece l’accoglienza è stata ottima. Mi hanno chiesto addirittura di cosa avessi bisogno e se l’aula in cui facevo lezione fosse abbastanza confortevole, proprio per mettermi nel più totale agio. C’è stata subito la massima collaborazione da parte di tutti, degli insegnanti e soprattutto degli studenti con cui ho socializzato immediatamente. Sono stati tutti molto disponibili e mi sono subito sentito a casa in quel nuovo contesto così ospitale e amichevole. Ho iniziato da allora a pormi agli altri in un altro modo. Ero trattato come uno studente. Non come uno studente con difficoltà. E questo ha totalmente cambiato la mia ottica di vita, il mio modo di rapportarmi con gli altri e di pormi agli altri. Ero Giorgio. Non Giorgio, il ragazzo italiano disabile che frequenta l’Erasmus a Siviglia. Ma, semplicemente, Giorgio. Avevo uno studente collaboratore che mi ha affiancato e che mi ha fatto un po’ da tutor. Si è stabilito tra noi un rapporto quasi fraterno . E’ diventato il mio migliore amico, siamo rimasti in contatto e ci sentiamo spessissimo”.

Un’esperienza, quella vissuta a Siviglia, che ha profondamente cambiato Giorgio, rendendolo più maturo, più sicuro, più fiducioso in se stesso e nelle sue possibilità. “Ho capito una cosa fondamentale – conferma Graziotti – Nella vita non si deve mai dire mai. Io ho fatto questa esperienza in Spagna e se ci sono riuscito io, ci possono riuscire tutti. Tutto può succedere. Ma bisogna provare. Mai tirarsi indietro. Bisogna mettersi in gioco. Sempre. Io sono cambiato anche dal punto di vista caratteriale. Ora sono più aperto, più disponibile e più spontaneo nei confronti degli altri. La cosa più bella che mi sono sentito dire al mio rientro, dopo sei mesi di Erasmus, è stata ‘sei un’altra persona’. E questo me lo hanno detto tutti, perfino i miei. Posso dire che io ho iniziato a vivere dopo questa esperienza. Mi vedo in un’ottica diversa”.

Un esempio, quello di Giorgio Graziotti, per tanti ragazzi ventenni. Uno stimolo a superare gli ostacoli e le barriere della vita per tanti ragazzi con difficoltà. E’ passato più di un anno da quella fantastica esperienza che ha portato Giorgio a Siviglia, dove è rimasto dal mese di marzo a settembre del 2012.

Nel frattempo si è laureato, il 12 dicembre scorso, in Scienze e tecniche della comunicazione. Una laurea triennale conseguita con 110 e lode. Uno studente modello per l’Università della Tuscia, che sta proseguendo con successo il suo percorso didattico e formativo. Il 10 maggio scorso, a Firenze, Giorgio ha ricevuto il premio speciale “per il coraggio” in occasione del Festival d’Europa, dimostrando che la volontà di fare è superiore a qualunque impedimento e che si può superare ogni difficoltà. Basta volerlo.

Anche il mensile Superabile Magazine ha voluto dedicare uno special a questo ragazzo speciale che con tanta voglia di andare avanti superando ogni ostacolo e impedimento è riuscito ad arrivare a traguardi importanti. Nel mese di luglio è stato invitato dal Miur alla cerimonia d’inaugurazione dell’anno scolastico 2013/2014, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Ministro dell’Istruzione Carrozza e di altre importanti cariche istituzionali. L’unico studente dell’Ateneo della Tuscia, con un’esperienza Erasmus alle spalle e una laurea da 110 e lode, che è stato invitato in questa singolare occasione per rappresentare l’Università di Viterbo.

“Ci sono tante persone che hanno creduto in me e che mi hanno permesso di diventare quello che sono oggi – ribadisce Giorgio – Oltre a mia madre, che è la principale artefice dei traguardi raggiunti, devo ringraziare la signora Ripa dell’ufficio relazioni internazionali e mobilità della Tuscia, che è andata ben al di là del suo ruolo istituzionale, prendendomi sotto la sua ala protettiva e incoraggiandomi a seguire l’Erasmus a Siviglia. Ero letteralmente preso dal panico all’inizio e quello è stato uno dei momenti più difficili che ho attraversato. Ma lei mi ha rassicurato e incoraggiato, dicendomi: ‘io ci sono. Ci proviamo insieme’. Un grande sostegno umano. Altre figure fondamentali nel mio cammino sono state il professor Saverio Senni, delegato del Rettore per la disabilità, il quale mi ha insegnato che la volontà di fare è superiore a qualunque impedimento, e il professor Stefano Grego, responsabile dell’Ufficio mobilità dell’Università della Tuscia, che ha seguito passo passo la mia storia, umanamente e istituzionalmente, e mi ha permesso col suo sostegno di fare questa esperienza straordinaria a Siviglia”.

Ma non finisce qui…. Giorgio ha un’altra sorpresa da tirar fuori dal suo cilindro. Vuole replicare l’esperienza spagnola e per questo ha partecipato a un nuovo bando che, naturalmente, ha vinto.

“Farò un tirocinio formativo all’interno di un’azienda – conclude soddisfatto – partirò ad aprile 2014 e starò fuori, all’estero, per un periodo di quattro mesi. Probabilmente andrò di nuovo a Siviglia”.

Ormai Giorgio parla perfettamente lo spagnolo, è padrone della lingua e conosce la città, la mentalità e il modo di vivere dei sivigliani.

“Sono entusiasta – ammette Giorgio – e non vedo l’ora di ripartire per vivere un’altra esperienza fantastica come quella dell’anno scorso”.

La mamma, neanche a dirlo, è felicissima. E orgogliosa di avere un figlio tanto in gamba e speciale come il suo Giorgio.

   

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