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Giornata dell’economia. Presentato il Rapporto economia alto Lazio 2024

di CHIARA TOSARONI –

VITERBO – Spunti interessanti dal nuovo Rapporto economico sulle province di Rieti e Viterbo.

Si è svolta questa mattina, a Viterbo, presso la Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Rieti-Viterbo, la Giornata dell’Economia.

L’evento è stato organizzato dall’Ente camerale per presentare gli indicatori economici ed imprenditoriali dell’Alto Lazio nell’anno 2024.

L’appuntamento ha rappresentato un’interessante occasione per approfondire l’andamento dell’imprenditoria straniera nelle province di Rieti e Viterbo.

A moderare la presentazione è stata Paola Cuzzocrea, dell’Ufficio Stampa della Camera di Commercio di Rieti-Viterbo, che ha guidato il susseguirsi degli interventi istituzionali e tecnici.

In apertura, i saluti del presidente della Camera di Commercio, Domenico Merlani che ha ringraziato per la sala gremita, sottolineando l’importanza di questa quarta edizione del rapporto economico come strumento di lettura congiunta delle province di Rieti e Viterbo. L’obiettivo, ha spiegato, è rafforzare il legame tra i due territori, valorizzando le buone pratiche e creando sinergie concrete. Un esempio citato è la recente introduzione del marchio Rea a Rieti, sul modello di quanto già fatto con il marchio Tuscia Viterbese.

Merlani ha poi evidenziato come il contesto internazionale, segnato da conflitti e da un conseguente aumento dei costi energetici, continui a pesare anche sulle economie locali.

Tuttavia, ha sottolineato che in Italia gli effetti negativi sono stati parzialmente attutiti grazie alle risorse del PNRR e agli aiuti europei del post-Covid. In questo senso, ha invitato a non abbassare la guardia e a prepararsi già oggi al futuro, quando la spinta del Piano nazionale verrà meno.

Guardando ai numeri del territorio, Merlani ha confermato una crescita del PIL dello 0,7%, in linea con il dato regionale. Ha parlato di un sistema economico dinamico, con oltre 36.000 imprese attive e un incremento dello 0,4% rispetto all’anno precedente. La maggior parte di queste realtà sono imprese individuali, che pur mostrando vitalità rivelano anche una certa fragilità strutturale. Ha ricordato l’alta vocazione agricola del territorio (30,3%) e ha rimarcato come il comparto agroalimentare stia crescendo soprattutto grazie all’export, con ricadute positive anche sul turismo. In crescita anche le esportazioni di ceramica e porcellana, che segnano un +0,4%.

Sul fronte occupazionale, Viterbo registra un dato incoraggiante: +10,8% di occupazione rispetto all’anno precedente. Restano però criticità legate all’incontro tra domanda e offerta di lavoro, oltre al divario di genere, con la disoccupazione femminile pari al doppio di quella maschile. Il tasso di disoccupazione complessivo si attesta all’8%.

Passando al turismo, Merlani ha parlato di una situazione stabile negli arrivi, ma con una significativa flessione delle presenze (tra il 15 e il 16%), soprattutto nei campeggi. Gli alberghi, al contrario, mostrano maggiore tenuta.

Infine, ha lanciato un appello sul tema del credito, segnalando un calo della disponibilità sia per imprese che per famiglie, dovuto all’elevato costo del denaro. Ha auspicato un ridimensionamento dei tassi per stabilizzare il costo della vita e rilanciare i consumi. In chiusura, ha ribadito la necessità di intervenire sulla sburocratizzazione, che considera uno dei principali ostacoli allo sviluppo imprenditoriale.

A seguire, il segretario generale, Francesco Monzillo ha illustrato nel dettaglio i dati del rapporto, collegandosi alle considerazioni di Merlani. Dopo un’analisi del contesto economico internazionale con focus su PIL mondiale, europeo e italiano, ha ribadito per la provincia di Viterbo la crescita dello 0,7%, sottolineando che il ritmo locale risulta più vivace rispetto alla media nazionale.

Particolare attenzione è stata dedicata al commercio estero, in crescita del 10%, superando la media regionale. A trainare l’export sono l’agroalimentare, la ceramica e porcellana, il tessile e l’abbigliamento.

Sul mercato del lavoro, Monzillo ha confermato un trend positivo ma segnato da forti squilibri di genere e generazionali: la disoccupazione femminile, in particolare, resta il doppio di quella maschile.

Anche l’imprenditoria straniera è cresciuta in modo marcato nel 2024, segnando un +2,9%. Pur rappresentando una quota minore del totale, la presenza è significativa, soprattutto nei settori costruzioni e commercio. Il 75,2% delle imprese straniere sono individuali, con scarso ricorso a società di capitali o di persone. Le comunità imprenditoriali più presenti sono romena, marocchina e albanese.

Nella seconda parte dell’incontro, sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni. Il consigliere regionale Daniele Sabatini ha espresso soddisfazione per il trend positivo dell’export, che conferma il valore del sistema produttivo laziale, il cui giro d’affari supera i 32 miliardi di euro. Il prefetto di Viterbo, Gennaro Capo, ha posto l’accento sulla necessità di stabilità e ha sottolineato l’importanza di sostenere i settori tradizionali dell’economia viterbese, apprezzando la vivacità dell’economia locale nonostante le difficoltà globali.

Il vicesindaco del Comune di Viterbo, Alfonso Antoniozzi ha invece rimarcato il ruolo chiave dell’agricoltura e dell’agroalimentare, ricordando come questi settori rappresentino l’identità del territorio. Ha inoltre accennato all’impatto crescente delle nuove tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale, e all’esigenza di una visione lungimirante per affrontare le sfide future.

La rettrice dell’Università degli Studi della Tuscia, Tiziana Laureti, ha confermato l’impegno dell’ateneo nel diventare sempre più motore dello sviluppo locale, attraverso iniziative culturali, eventi e una maggiore integrazione con il territorio. Infine, il presidente del consiglio regionale del Lazio, Enrico Panunzi ha posto l’attenzione sull’urgenza di una programmazione solida per fronteggiare le sfide del cambiamento climatico, del calo demografico e dei dazi internazionali, che minacciano i settori trainanti del territorio.

 

 

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