Carrozzeria Fiorillo


Giornata mondiale dell’alimentazione: gli italiani mangiano meno carne e pesce, cresce la povertà alimentare

di REDAZIONE-

VITERBO- Le abitudini alimentari degli italiani stanno cambiando. Sempre più famiglie riducono il consumo di carne e pesce e si orientano verso prodotti da discount o in promozione, segno evidente di una crescente difficoltà economica. È quanto emerge da una ricerca condotta da tre università italiane – Tuscia, Pisa e Roma Tre – coordinata da Ilaria Benedetti, docente di Statistica economica all’Università della Tuscia, e presentata in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione.

Secondo lo studio, una famiglia su tre ha modificato la propria dieta riducendo la qualità o la quantità degli alimenti acquistati. Il consumo di carne e pesce è calato del 16,9%, mentre gli acquisti nei discount sono aumentati del 9,3% e l’attenzione alle offerte del 10,6%. Quasi il 40% delle famiglie fa ora ricorso ai banchi alimentari, e quasi una su dieci (9,9%) non riesce a garantire un pasto proteico adeguato ogni due giorni, una percentuale superiore alla media europea.

Il progetto, denominato “Food Measure – Poverty, vulnerable individuals and sustainable diets”, è stato finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (Prin 2022). Ha integrato competenze di economia, statistica, nutrizione e sociologia per costruire un dataset mensile sul costo di una dieta sana e sostenibile nelle 107 province italiane, con oltre 220mila osservazioni e l’analisi di 167 prodotti alimentari.

Lo studio ha messo in luce forti disparità territoriali: il costo medio di una dieta equilibrata per un adulto è di circa 170 euro al mese, con valori inferiori a 150 euro al Sud e superiori a 200 euro al Nord. Per bambini e adolescenti la spesa varia tra 60 e 100 euro, mentre per gli anziani si aggira intorno ai 160 euro, con aumenti durante l’inverno.

“Con Food Measure – spiega Benedetti – abbiamo voluto dare alla povertà alimentare una definizione più ampia e precisa, per fornire strumenti concreti alle politiche pubbliche”.

La rettrice designata dell’Unitus, Tiziana Laureti, ha sottolineato il valore sociale della ricerca: “Misurare per comprendere e comprendere per agire. La statistica economica può diventare uno strumento di politica pubblica, capace di orientare risorse verso equità e sostenibilità”.

Archivio online Tuscia Times
LEGGI TUTTE LE NOTIZIE