ROMA – Ultimamente capita di assistere, con rilievo mediatico, all’impiego di personale di Polizia Penitenziaria in servizi esterni di Ordine Pubblico.
E’ accaduto per diversi eventi legati al Giubileo; certamente offre lustro al Corpo il servizio all’esterno degli Istituti penitenziari e non vorremmo passare necessariamente per “bastian contrari” delle scelte amministrative in questo senso – afferma Giuseppe Di Carlo Segretario Generale FSA CNPP- SPP.
Tuttavia, il dovere di tutela che deriva dall’essere un’Organizzazione Sindacale rappresentativa del Corpo di polizia penitenziaria, impone una riflessione lontana dal fascino della tipologia di operatività: “come Segretario Generale della FSA CNPP/SPP – continua Di Carlo – mi chiedo quale sia il corretto equilibrio tra la vita reale all’interno delle sezioni detentive e le bellissime Uniformi (non divise …) che indossiamo all’esterno delle strutture penitenziarie”.
Certamente non deve essere facile per i Colleghi a contatto quotidiano con i detenuti pensare che non ci siano sufficienti unità di personale da destinare per i cambi turno e così poter godere del meritato riposo delle “ferie” estive (o natalizie o pasquali o per i capodanni …).
Non pensiamo di avere la soluzione ai mali endemici del Corpo, non riteniamo di possedere bacchette magiche che tutto possono con un colpo, come i maghi di Harry Potter, ma osserviamo con sano distacco le vicende che appesantiscono la vita lavorativa dei Poliziotti Penitenziari.
Osserviamo e sappiamo che le altre tre Forze di Polizia possono aiutarsi vicendevolmente nei servizi di Pubblica Sicurezza ed Ordine Pubblico, mentre a noi … a noi chi ci aiuta? San Basilide! – conclude il leader del sindacato di categoria –







