Giurisprudenza: un nuovo corso di laurea all’Università degli Studi della Tuscia

università-ingressoL’Università degli studi della Tuscia arricchisce la propria offerta didattica. Nel nuovo anno accademico, saranno attivati non solo i corsi di laurea che caratterizzano da anni l’offerta formativa dell’Ateneo, ma anche nuovi corsi di laurea, incluso il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza.

Come si presenta il nuovo corso di laurea in Giurisprudenza? Che cosa intende offrire? Il primo punto da osservare è che il corso di laurea si distingue dal corso di laurea in Scienze giuridiche attivato nel passato anno accademico. Quello di Scienze giuridiche è un corso di laurea triennale, che vuole porre i laureati nelle condizioni di svolgere attività professionali di carattere giuridico nelle amministrazioni pubbliche, nelle imprese private, nel terzo settore e nelle organizzazioni internazionali. Quello di Giurisprudenza è un corso di laurea magistrale a ciclo unico, di durata quinquennale. Il suo obiettivo è permettere ai laureati di partecipare con successo alle prove concorsuali per l’accesso alle carriere in magistratura, notariato, pubblica amministrazione, commissione europea e altre istituzioni internazionali, di superare le prove di abilitazione necessarie per l’accesso alla professione forense, di essere inseriti nell’ambito di enti ed aziende, pubbliche e private. Il tipo di percorso è diverso e risponde a esigenze diverse. Ma i due corsi di laurea sono tra loro concatenati, nel senso che gli iscritti o i laureati in Scienze giuridiche potranno valutare l’opportunità di proseguire e completare la propria formazione giuridica iscrivendosi a Giurisprudenza. Quanto ai contenuti – ed è questo un secondo aspetto da porre in evidenza – il corso di laurea in Giurisprudenza si caratterizza per la sua vocazione «multidimensionale». Come ogni altro corso di laurea in Giurisprudenza, offre le basi delle varie discipline giuridiche, in modo che gli studenti acquisiscano la capacità di riconoscere e di risolvere problemi di diritto positivo. E’ nostra convinzione, però, che una comprensione profonda del fenomeno giuridico sia possibile, nel momento attuale, solo posizionando lo studio del diritto nazionale nel più ampio contesto giuridico europeo e internazionale. A questo più ampio contesto, dunque, presteremo, nei vari insegnamenti, la massima attenzione. Allo stesso tempo, vorremmo prestare particolare attenzione alla dimensione storica degli istituti e delle discipline. Senza questa consapevolezza storica, la comprensione del diritto positivo sarebbe inevitabilmente superficiale, priva di profondità. Anche per questo abbiamo chiesto al Prof. Paolo Grossi, giudice della Corte costituzionale e illustre maestro della storia del diritto, di aprire con una sua prolusione il nostro corso di laurea, il 1° ottobre 2013. All’attenzione alla dimensione europea e internazionale e alla componente storica, ancora, si aggiungerà un approccio interdisciplinare, tra diritto ed economia. Il mercato non è, naturalmente, l’unico oggetto di studio dei nostri corsi. Molte discipline, però, toccano, direttamente o indirettamente, aspetti della regolazione del mercato, per comprendere i quali occorre affiancare agli strumenti giuridici quelli di carattere economico. Di qui una forte attenzione agli insegnamenti economici, parte integrante del corso di studi. Un terzo aspetto da notare riguarda il metodo di insegnamento. Alle lezioni di tipo tradizionale, funzionali all’apprendimento delle nozioni fondamentali, sono affiancate- dice Edoardo Chiti professore di Diritto amministrativo nell’Università degli studi della Tuscia e Presidente del Corso di laurea in Scienze giuridiche- forme di didattica volte a sviluppare la capacità di analisi e soluzione di casi, ben note nelle università inglesi e americane ma poco praticate nel nostro paese. Ad esempio, saranno attivati seminari e laboratori giuridici, già sperimentati con molto successo l’anno passato nell’ambito del corso di Scienze giuridiche. Più in generale, si cercherà sempre di favorire, anche nelle lezioni tradizionali, lo scambio degli argomenti tra docente e studenti, la discussione critica, la dialettica. Siamo convinti, infatti, continua il professor Chiti- che tanto l’acquisizione delle nozioni di base quanto la loro applicazione per la risoluzione di problemi specifici siano possibili solo a condizione che gli studenti non si sentano destinatari passivi di una serie di insegnamenti, ma partecipino attivamente alle lezioni, non abbiano paura dei propri errori, contribuiscano alla discussione che si svolge in aula. Coloro che siano interessati ad avere più informazioni sul nuovo corso di laurea in Giurisprudenza potranno consultare il sito del Dipartimento in Studi umanistici e sociali, presso il quale il corso è attivato, e la pagina del corso sulla Piattaforma didattica di Ateneo (http://www.didattica.unitus.it/web/interna.asp?idPag=8558). Le informazioni sono continuamente aggiornate e arricchite, in modo da rispondere a tutte le principali questioni di interesse degli studenti. Il nostro intento è quello di fornire un corso di studi che non dia solo una formazione solida, ma anche gli strumenti per comprendere la realtà attuale – con tutte le sue tensioni, contraddizioni e continue trasformazioni -, formarsi un’opinione, provare a incidere su di essa. Ci auguriamo che vogliate condividere con noi questo tentativo, contribuendo al suo successo.

   

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