Grande festa di compleanno per il cantante Mal con la presentazione del suo libro autobiografico

di ANNA MARIA STEFANINI-

Dal neorealismo in bianco e nero dei bombardamenti tedeschi ai fosforescenti cromatismi del tempo in cui la canzone ha smesso di fare la canzone per diventare un manifesto generazionale, il libro di Mal non è un semplice racconto esistenziale ma l’autobiografia di una generazione pronta a riprendersi il mondo.
Impossibile leggere le pagine di “La furia di Mal” (Bertoni editore) senza andare con la mente al “Tommy” degli Who o al giovane Jude del film “Across the universe”.

Mal, Saverio Vallone e Sara Iannone

In quella galleria delle incantagioni che è Palazzo Ferrajoli, nell’appuntamento del 28 febbraio il “salotto d’autore” della manager culturale Sara Iannone ha riunito un cenacolo di amici intorno alla presentazione del libro di Paul Bradley Couling, in arte Mal. Testimone e mentore della presentazione Adriano Aragozzini, giornalista, produttore musicale e direttore artistico di Sanremo dal 1989 al 1991, insieme a Maria Giovanna Elmi, la fata Azzurrina de Il dirigibile, con Mal nel ruolo di Comandante, nel programma televisivo italiano, trasmesso dal 6 maggio 1975 al febbraio 1980, inizialmente dalla Rete 1 e dal 1977 sulla Rete 2. Saverio Vallone ha letto alcuni passaggi significativi del libro, commentati in modo ironico dall’autore, che ha festeggiato il suo compleanno ricordando anche l’incontro con la bellissima moglie Renata, i meravigliosi 35 anni trascorsi con lei e la nascita dei suoi due figli.

I primi passi musicali del giovane Paul (Mal) sono identici a quelli di tanti adolescenti britannici dei primi ’60 che, sedotti dalle fluenze rock provenienti dagli USA, mettono su piccole band (in Italia li chiamavamo “complessi”) esibendosi nelle feste e nei locali di una nazione piegata e piagata dalla guerra ma piena della voglia di riprendersi la vita. Un’esperienza che per tanti giovani inglesi sarà un itinerario di formazione.
Diversamente da quanto tanti pensano, “Mal” non è un nome d’arte ma l’abbreviazione di “Malcom”, il nome del suo carissimo cugino e complice dell’avventura musicale, bassista di buon profilo, chiamato talvolta ad aprire i concerti dei Beatles.
Mentre passa da un lavoretto all’altro Mal canta e cantando migliora il controllo vocale e impara a stare sul palco. In questo esordio Paul è potentemente aiutato da due qualità innate: una voce dalle dense tonalità timbriche e un volto di rara bellezza espressiva e quando dall’Italia arrivano i talent scout in cerca di nuove proposte questi restano folgorati dalla presa che il giovanotto esercita sul pubblico, in particolare femminile. È molto probabile che se la donna del dopoguerra non avesse scalato la sempre negata libertà sessuale i destini di Mal sarebbero stati diversi.
Nel nostro piccolo, anche l’Italia, che nel frattempo era diventata repubblica, stava vivendo la sua tumultuosa ripresa del dopoguerra, con in più la voglia di cancellare i sensi di colpa di chi la guerra l’aveva persa e le aritmie della nuova musica giovane emergente sono state a un tempo causa, effetto e tratto identitario di questa rinascenza. Probabilmente L’Italia deve a Shel Shapiro e i suoi “Rokes” e a Mal e i

 Primitives più di quanto questi debbono all’Italia: come tutti sanno non c’è niente di meglio dei miti per motivare un popolo.
A salutare l’esordio letterario di Mal un bel gruppo di personalità; tra que

ste, il marchese Giuseppe Ferrajoli, l’annunciatrice Rosanna Vaudetti, le bellissime Maria Monsè e Nadia Bengala, Saverio Vallone, il comico Mario Zamma, Fabio Verna.

Grande soddisfazione per il press agent Nicodemo Scilanga.
Per saperne di più su Mal e su voi stessi leggete “La furia di Mal”, Bertoni editore, acquistabile anche online presso: https://www.bertonieditore.com/shop/it/home/1219-la-furia-di-mal.html

 

 

 

 

 

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