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Grande partecipazione di pubblico alla visita del Club di Territorio di Viterbo TCI a Santa Maria in Gradi

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO – Venerdì pomeriggio, 22 maggio, un numeroso gruppo di iscritti e simpatizzanti del Club di Territorio di Viterbo del Touring Club Italia, su invito del console Vincenzo Ceniti, si è presentato compatto alla visita aperta al Complesso di Santa Maria in Gradi (oggi sede dell’Università degli Studi della Tuscia), accolto da un’accurata spiegazione introduttiva sulla storia dell’intera struttura risalente al XIII sec. dallo stesso Ceniti in collaborazione con Maria Giovanna Pontesilli, direttrice della Biblioteca del Polo Umanistico Sociale dell’Università.

Brevemente viene ricordato che il Complesso  monumentale nato nel 1244 per volontà del notaio pontificio Raniero Capocci come convento domenicano, fu adibito a carcere fino al 1993 con il nome di Casa Circondariale di Viterbo e dal 1996 è sede dell’università. Di notevole importanza, sottolinea Maria Giovanna Pontesilli, è la chiesa monumentale oggetto di interventi di restauro a cura della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale e del MiBACT.

La visita prende forma con l’ingresso al Polo umanistico sociale che rappresenta una delle realtà bibliotecarie più rilevanti dell’Italia centrale, con componenti di eccellenza, fondi antichi e fondi di speciale valore storico appartenuti a personalità di livello internazionale nel mondo delle arti e della cultura accademica. L’organismo architettonico ha mantenuto all’esterno la stessa volumetria preesistente, mentre nell’articolazione degli spazi interni, è stato realizzato ex novo un soppalco in ferro nella sala centrale coperta da una volta di origine settecentesca. Tale struttura ha consentito di rendere fruibili alcuni spazi sotto-tetto, nonché di salvaguardare l’integrità delle pareti decorate.

Complessivamente i nuovi spazi hanno tre archivi per il deposito libri, allestiti con armadi compattabili, con una capienza complessiva di oltre 120mila volumi.

La visita continua e attraversa altri due gioielli della struttura i due magnifici chiostri, uno medievale dove al centro si trova il pozzo iniziato nel 1256 per volere di Papa Alessandro IV dell’ex convento domenicano e realizzato nel 1557 e l’altro rinascimentale, sino a giungere all’interno degli spazi accademici, alle ex celle dei detenuti, all’Aula Magna, e come gran finale tutti posano lo sguardo pieno di meraviglia a un piccolo rivolo di acqua cristallina che ancor oggi scorre al di sotto del pozzo e lambisce, nei giorni di pioggia intensa, le fondamenta di una parte del palazzo centrale, creando così qualche volta seri problemi.

Infine il piacevole ed esaustivo incontro volge al termine e si conclude tra gli applausi calorosi di tutti gli ospiti che chiedono a gran voce al console Vincenzo Ceniti altri appuntamenti culturali di così grande spessore.