Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ritiene opportuno offrire una riflessione pubblica a partire dalla comunicazione ricevuta dal dott. Diego Montani, Garante della disabilità del Comune di Grosseto, in esito ai sopralluoghi svolti nell’area di Piazza De Maria e nei collegamenti con il centro storico.
Le osservazioni condivise dal Garante, formulate nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali, invitano a una valutazione attenta delle condizioni di fruibilità e sicurezza degli spazi urbani interessati dagli interventi in corso. Pur comprendendo che il progetto Greenway non sia ancora giunto a compimento, il fatto che l’area risulti attualmente aperta al transito pedonale e veicolare suggerisce l’opportunità di adottare accorgimenti temporanei volti a favorire una fruizione più agevole e serena da parte di tutti i cittadini, con particolare attenzione alle persone con disabilità.
Dalle segnalazioni emerge, ad esempio, che il collegamento tra via dei Mille, Porta Vecchia e il centro storico, oggi utilizzato anche da persone con mobilità ridotta, potrebbe beneficiare di soluzioni che rendano gli attraversamenti più facilmente utilizzabili e meglio riconoscibili. Analogamente, nell’area di Piazza De Maria, in prossimità della ruota panoramica, la presenza di ulteriori elementi di guida o di accompagnamento potrebbe contribuire a rendere i percorsi più intuitivi e sicuri per utenti in carrozzina, persone ipovedenti o non vedenti, nonché per la generalità dei pedoni.
È stato inoltre osservato come alcuni percorsi tattili, pur rappresentando un importante strumento di orientamento, non sempre trovino una continuità funzionale negli attraversamenti pedonali adiacenti. In contesti caratterizzati da una circolazione veicolare significativa, una maggiore integrazione tra segnaletica, attraversamenti e moderazione del traffico potrebbe agevolare una fruizione più tranquilla degli spazi. Anche nei collegamenti verso Piazza del Mercato, in particolare nell’area della pista del ghiaccio, l’eventuale individuazione di corridoi pedonali protetti potrebbe ridurre la necessità di percorrere tratti di carreggiata, aumentando la percezione di sicurezza.
Ulteriori elementi di attenzione riguardano la possibile ostruzione occasionale dei percorsi tattili, la leggibilità dei passi carrabili in prossimità di edifici scolastici e culturali, nonché la collocazione di arredi urbani e cestini per i rifiuti lungo marciapiedi già di dimensioni contenute. In questi casi, una verifica complessiva dell’impatto degli elementi presenti sullo spazio pubblico potrebbe favorire soluzioni più equilibrate e inclusive, soprattutto nelle ore serali e notturne.
Il CNDDU sottolinea che tali considerazioni non intendono assumere carattere polemico né attribuire responsabilità, ma si collocano in un’ottica di collaborazione istituzionale e di miglioramento continuo della qualità urbana. L’accessibilità universale rappresenta infatti un obiettivo condiviso, che richiede ascolto, confronto e gradualità, soprattutto in fasi di trasformazione della città.
In quanto docenti di Diritti Umani, riteniamo che il tema dell’accessibilità costituisca un’importante occasione educativa e culturale, capace di rafforzare il senso di comunità e di appartenenza. Accogliamo pertanto con favore la disponibilità del Garante della disabilità a partecipare a eventuali sopralluoghi congiunti, auspicando che il dialogo tra amministrazione, figure di garanzia e cittadinanza possa condurre all’individuazione di soluzioni condivise e proporzionate.
Una città attenta alle esigenze di tutti è una città che cresce nel rispetto reciproco e nella coesione sociale. Lavorare per rendere gli spazi pubblici sempre più accessibili significa investire nella qualità della vita e nei diritti di ciascuna persona, senza eccezioni.
prof. Romano Pesavento
Presidente Nazionale CNDDU






