Guardia di Finanza, lotta all’evasione fiscale: sequestrati beni mobili e immobili per un valore di 9.000.000 di euro

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Viterbo hanno dato esecuzione ad un provvedimento di applicazione guardia-finanza-sterna-piazza-roccadi una misura di prevenzione emessa dal G.I.P. del Tribunale di Viterbo, che prevede il sequestro preventivo dei beni e del provento dei reati tributari commessi.

Quattro i destinatari del provvedimento resisi responsabili di numerosi reati fiscali finalizzati all’evasione per diversi milioni di euro, tra imposte, sanzioni ed interessi.

I fatti. A seguito di una verifica fiscale svolta nei confronti di una società operante nel settore edile, gli indagati (soci/amministratori) hanno dapprima svuotato il patrimonio della società verificata attraverso la costituzione di nuove società e la cessione fraudolenta dei beni mobili ed immobili posseduti e, successivamente, trasferito la sede legale dapprima a Grosseto, presso un indirizzo inesistente, poi negli Stati Uniti. La società, peraltro, già dal 2009 non presentava le prescritte dichiarazioni dei redditi.

La Procura della Repubblica di Viterbo, ritenendo valide e motivate le proposte formulate al termine delle investigazioni dalle Fiamme Gialle viterbesi ha applicato le misure dei sequestri preventivi su numerosi beni (disponibilità finanziarie, patrimoniali, immobili, mobili registrati, mobili) nei confronti degli ”imprenditori”, la cui condotta emersa dalle indagini ha evidenziato (si legge nel provvedimento) la loro assoluta indifferenza delle regole poste alla base dell’ordinamento tributario ed alle regole della concorrenza tanto da danneggiare le imprese oneste nell’aggiudicazione delle commesse private e pubbliche nel settore delle costruzioni e dei lavori edili.

I provvedimenti eseguiti rappresentano l’apice di una lunga e laboriosa investigazione di polizia economico-finanziaria svolta dallo stesso Nucleo di Polizia Tributaria che, dalla constatazione di rilevanti violazioni tributarie e penali, ha condotto:

– al sequestro preventivo per equivalente, finalizzato alla confisca, ai sensi degli artt. 321 e segg. c.p.p., 322 ter c.p., 1 co. 143 L. 24.12.2007, n. 244, per € 5.519.866,63, nei confronti di quattro noti imprenditori viterbesi ( di cui tre appartenenti alla medesima famiglia). L’esecuzione del provvedimento coinvolge numerosi Reparti del Corpo sul territorio nazionale, impegnati nel sequestro delle disponibilità finanziarie degli indagati presso le sedi legali degli Istituti di Credito interessati;

– al sequestro preventivo, ai sensi dell’art. 321 co. 2 c.p.p., di due immobili, costituiti complessivamente da n. 20 appartamenti, n. 12 posti auto e aree pertinenziali, siti in Viterbo, del valore complessivo di oltre 3.000.000 di euro, di proprietà di una società partecipata interamente da due degli indagati. Secondo quanto disposto dall’A.G., tali immobili hanno costituito cose pertinenti al reato e che servirono o furono destinati a commetterlo;

– a numerose perquisizioni locali e domiciliari in corso d’esecuzione nelle province di Viterbo e Roma, nei confronti dei soggetti indagati e delle numerose società dagli stessi costituite.

Le perquisizioni sono finalizzate alla ricerca di ulteriori elementi di prova comprovanti la reiterazione dei reati per cui si procede.

   

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